Gli Allegri Chirurghi

di Ray Cooney

commedia brillante in 2 atti

AllegriChirurghi.jpg

Mancano tre giorni a Natale, e nel tranquillo ospedale S.Andrea fervono i preparativi per la consueta recita di Natale ma anche per l’importante conferenza annuale Ponsonby, trampolino di lancio per il Dottor David Mortimere, apprezzato e stimato chirurgo.

Tutto è pronto quando irrompe sulla scena l’ex infermiera Jane Tate con una sorpresa che rischia di mandare all’aria le aspirazioni professionali del chirurgo.

Inizia così una serie convulsa di bugie, travestimenti e reciproci inganni per cercare di salvare la situazione, in una vorticosa ed esilarante girandola di battute e gags scoppiettanti.

Farsa Brillante che scivola tra equivoci e situazioni paradossali, GLI ALLEGRI CHIRURGHI (titolo originale “It runs in the family”) nasce dalla penna dell’autore inglese Ray Cooney, creatore di altre commedie campioni d’incassi come “Taxi a Due piazze” e “Se devi dire una bugia dilla grossa”.

Personaggi

Dottor David Mortimere

Dottor Mike Connoly

Dottor Hubert Bonney

Rosemary Mortimere

Jane Tate

Caposala Flint

Sergente di Polizia Bill


Leslie Tate

Prof. Willoughby Drake

Interpreti

Danilo LAMPERTI

Daniele TREMOLADA

Marco GATTA

Patrizia VARRONE
Roberta POLO D'AMBROSIO (1)

Silvia BEZZI

Valentina USUELLI

Fabio GUIDI
Andrea OLDANI (2)

Angelo MONTONCELLO

Roberto GRIMALDI

Regia
Andrea Oldani

Scenografie

Simona Santamaria

Costumi
Simona Santamaria

Parte tecnica
Meme Chirico e Andrea Guido

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Le repliche

13 aprile 2019 - Solbiate Olona (Va) - Centro Socio Culturale

17 novembre 2018 - Sirone (Lc) - Cine Teatro San Carlo

10 novembre 2018 - Comenduno (Bg) - Teatro dell'oratorio

12 ottobre 2018 - San Martino Siccomario (Pv) - Teatro Mastroianni   TXSO

11 marzo 2018 - Milano - Teatro Guanella

10 marzo 2018 - Milano - Teatro Guanella

2 dicembre 2017 - Offanengo (Cr) - Teatro dell'oratorio

1 dicembre 2017 - Albavilla (Co) - CineTeatro della Rosa

26 novembre 2017 - Milano - CineTeatro Stella

25 novembre 2017 - Milano - CineTeatro Stella

27 ottobre 2017 - Biassono (Mb) - CineTeatro Santa Maria

14 ottobre 2017 - Sannazzaro de' Burgondi (Pv) - Teatro Sociale

21 aprile 2017 - Carugate (Mi) - Cine Teatro Don Bosco   TXSO

17 marzo 2017 - Lissone (Mb) - Palazzo Terragni

21 gennaio 2017 - Ceriano Laghetto (Mb) - Sala Teatro Don Carlo Robbiati

14 gennaio 2017 - Gattinara (Vc) - Auditorium Lux

5 novembre 2016 - Milano - Cine Teatro Maria Regina Pacis

29 ottobre 2016 - Brugherio (Mb) - Auditorium Civico   TXSO   SO

13 maggio 2016 - Cologno Monzese (Mi) - CineTeatro Peppino Impastato

5 marzo 2016 - Cairate (Va) - CineTeatro Padre Giacomo Martegani

23 gennaio 2016 - Brescia - Teatro Pavoni

18 aprile 2015 - Limbiate (Mb) - Teatro Comunale

17 aprile 2015 - Segrate (Mi) - Auditorium Toscanini

22 novembre 2014 - Castellanza (Va) - Teatro di via Dante

13 novembre 2014 - San Donato Milanese (Mi) - Teatro Troisi   TXSO

18 ottobre 2014 - Laveno Mombello (Va) - Teatro Franciscum

11 ottobre 2014 - Rescaldina (Mi) - Auditorium Comunale

19 maggio 2014 - Milano - Teatro Nuovo

17 maggio 2014 - Busto Arsizio (Va) - Teatro S.Anna

10 maggio 2014 - Milano - Teatro Silvestrianum

22 marzo 2014 - Vimercate (Mb) - Teatro dell'Omni

16 marzo 2014 - Milano - Teatro S.Domingo

28 febbraio 2014 - Erba (Co) - Teatro Excelsior

14 febbraio 2014 - Milano - Teatro Nuovo

9 febbraio 2014 - Cesano Maderno (Mi) - Teatro CVP

18 gennaio 2014 - Bottanuco (Bg) - Sala della Comunità

12 gennaio 2014 - Abbiategrasso (Mi) - Cine Teatro al Corso   SO

31 dicembre 2013 - Gorgonzola (Mi) - Teatro Sala Argentia

14 dicembre 2013 - Novara - Teatro Sala Borsa

13 dicembre 2013 - Borgomanero (No) - Teatro Nuovo

23 novembre 2013 - Pioltello (Mi) - Sala Consigliare del Comune

9 novembre 2013 - Bussero (Mi) - Teatro della Biblioteca   SO

18 ottobre 2013 - Segrate (Mi) - Auditorium Toscanini

26 settembre 2013 - Valmadrera (Lc) - Cinema Teatro Nuovo

      all’interno della 26a edizione della Festa Nazionale del Teatro FITA

26 giugno 2013 - Como - Palazzo Cernezzi   SO

6 giugno 2013 - Milano - Sala teatro Parrocchia S.Barnaba

19 maggio 2013 - Darfo Boario Terme (Bs) - Teatro San Filippo   TXSO

11 maggio 2013 - Travedona Monate (Va) - Teatro Santamanzio

20 aprile 2013 - Milano - Teatro San Giovanni Battista   TXSO

10 marzo 2013 – sera - Carugate (Mi) - CineTeatro Don Bosco   TXSO   SO

10 marzo 2013 – pomeriggio - Carugate (Mi) - CineTeatro Don Bosco

9 marzo 2013 - Carugate (Mi) - CineTeatro Don Bosco   SO

23 febbraio 2013 - Torino - Teatro Monterosa

26 gennaio 2013 - Castelverde (Cr) - Teatro Primo Ferrari

12 gennaio 2013 - Birone di Giussano (Mb) - Teatro Il Ridotto   SO

30 novembre 2012 - Calusco D'Adda (Bg) - CineTeatro San Fedele

24 novembre 2012 - Cantello (Va) - Teatro Pax   TXSO

Tutto esaurito.jpg

SO

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TXSO

lo spettacolo è stato replicato 57 volte

ed è stato visto da 10530 persone

L'Autore

Ray(mond) George Alfred Cooney nasce a Londra il 30 maggio 1932.Commediografo, drammaturgo e attore britannico, il suo più grande successo, “Run For Your Wife”, è stato messo in scena nei teatri del West End di Londra per nove anni consecutivi, raggiungendo il record della sua commedia di durata più lunga.Inizia a recitare nel 1946 e nello stesso periodo co-scrive la sua prima commedia, “One For The Pot”.Nel 1983 fonda la compagnia teatrale Theatre of Comedy, diventandone il direttore artistico.Oltre alla carriera teatrale, l'attore è apparso anche in televisione ed in alcuni lungometraggi, tra i quali un adattamento cinematografico di successo della sua farsa “Not Now, Darling” (“Ora no, tesoro!” - 1973), che ha scritto a quattro mani con John Chapman.Tutte le sue farse combinano la tradizionale comicità inglese con delle complicazioni strutturali, facendo in modo che i personaggi siano forzati a fingere di essere quello che non sono, saltando di presupposizione in presupposizione con effetti decisamente esilaranti.

Manifesto70x100 ridotto.jpg

Note

(1) - 13 dic 2013, 14 dic 2013, 31 dic 2013, 28 feb 2014, 22 mar 2014, 17 mag 2014, 
       19 mag 2014, 22 nov 2014, 17 apr 2015, 18 apr 2015, 10 mar 2018, 11 mar 2018,

       12 ott 2018
(2) - 9 feb 2014, 28 feb 2014, 17 mag 2014, 19 mag 2014

 

Gli Allegri Chirurghi

di Ray Cooney

 

Sul foglio di sala che distribuiamo in occasione dei nostri spettacoli, chiediamo al pubblico un commento su ciò che hanno appena visto. Non solo complimenti ma anche critiche costruttive che possano servire a colmare le nostre lacune.

In questa sezione riportiamo tutto ciò che avete voluto trasmetterci.

i vostri commenti

Solbiate Olona (Va) - 13 aprile 2019

Il divano poteva aspettare! Grazie per averci trasmesso tanta allegria.

Commedia molto divertente e brillante, attori bravi e simpatici. Grazie per la serata.

Bravissimi!!! Una serata davvero allegra e spassosa. Grazie.

Brillante e divertente.

Continuate così perchè siete fantastici.

Non ho capito di chi era il figlio! BRAVISSIMI.

Siete fantastici.

Complimenti. Tornate più spesso.

La mia impressione è positiva. Siete troppo forti e divertenti. Va bene così.

Grazie per la spassosa serata.

Grazie per averci fatto ridere fino a piangere. E di averci regalato una serata spensierata.

Bravi! Bravi! Bravi!

Bravi! Divertenti!! Una bella serata!!!

***

Sirone (Lc) - 17 novembre 2018

Spettacolo con garanzia di qualità: risate assicurate... paragonabili a un "csempio". Alla prossima!

Bravissimi tutti. Complimenti.

Molto bravi e divertenti.

Bravissimi! Molto bella la mimica!

Bravi tutti. Ottima caposala!!!

Complimenti! Uno spettacolo ricco di interpreti eccezionali. Bravi.

Tanti complimenti. Bravissimi.

Semplicemente superlativi: ritmo, mimica e tanta energia positiva. Grazie per le risate.

Complimenti per essere riusciti ad interpretare molto bene i personaggi. Mi è piaciuto molto.

Bravi.

Bellissima commedia. Bravi tutti.

A freddo, io e tutto il gruppo Teatro Sirone ci teniamo ancora una volta a fare i complimenti a TUTTI VOI. Come avete visto il posto è piccolo e non abbiamo grandi pretese se non provare a dare un momento di svago, divertimento e perchè no cultura alle persone del paese. In questo anno e mezzo siamo riusciti a riattivare una struttura quasi chiusa e ad organizzare circa 10 spettacoli, ma senza togliere niente a nessuno (tutti bravissimi), siamo concordi sul fatto che con voi abbiamo fatto un deciso salto di qualità.
Io vi conoscevo e avevo già avuto modo di apprezzarvi, ma il giudizio è stato unanime ... siete stati strepitosi !!!
Questa mattina diverse persone si sono fermate per complimentarsi e alcune mi hanno mandato un messaggio: tutti si sono divertiti ed emozionati, coinvolti dall'inizio alla fine. Sono rimasti colpiti dalla vostra bravura e professionalità. Si sente la passione con cui fate tutto questo.
Un esempio... Marta (mia figlia) questa mattina mi ha detto: "Non posso credere che Marco fa il tuo lavoro... vero che lui fa l'attore ?".
Quindi che aggiungere se non un sentito GRAZIE per averci aiutato a raggiungere il nostro obbiettivo, un grosso in bocca al lupo per tutti i vostri spettacoli e ...

***

Comenduno (Bg) - 10 novembre 2018

Bravissimi. Complimenti. Tornate presto. Se fossi delle vostre parti chiederei di far parte della compagnia.

Complimenti. Siete bravissimi. Venite ancora.

Mi è piaciuto. Grazie. A presto. Bravi.

Veramente bravi. Professionali. Complimenti ancora per la scelta della commedia.

Ci siamo divertiti. Grazie. Buon lavoro.

Più che brillanti! Complimenti. E grazie per questa serata.

Splendidi. Spontanei. Veri. Grazie.

Bravi. Semplicemente bravi.

Una splendida serata. Ci siamo divertiti. Buon cammino.

Una bella serata spensierata e divertente. Di questi tempi di serate così ne abbiamo davvero bisogno. Grazie. Alla prossima.

Bravi!!! Avanti così!!!

***

San Martino Siccomario (Pv) - 12 ottobre 2018

Molto molto molto divertente.

Divertentissimo. Bravi.

Complimenti. Siete sempre bravi. Spettacolo divertente.

Commedia molto divertente e ben interpretata. Complimenti.

La commedia è molto divertente e ben interpretata da tutti gli attori. Bravi.

Siete eccezionali.

Complimenti. Bravissimi.

Bravissimi e molto spontanei. Alla prossima!

Tutti bravissimi! Spero seguiranno altre loro rappresentazioni! Tutto altamente godibile! Caratterizzazioni perfette! Eccellenza teatrale!

Recitazione eccezionalmente veloce e stringente, che mette in risalto la situazione drammatica. Buona la comicità. Testo commedia divertente.

Avevamo apprezzato l'anno scorso anche "La cena dei cretini" e siete una piacevolissima conferma. Quindi ci rivediamo a febbraio. Grazie del vostro impegno e della vostra bravura!

***

Milano, Teatro Guanella - 11 marzo 2018

Bravi e simpatici! Complimenti.

Siete stati molto divertenti. Una recitazione molto espressiva. Grazie.

Veramente in gamba. Spero di rivedervi presto. Complimenti.

Complimenti : bravissimi e coinvolgenti.

Bravissimi! Meglio dei veri professionisti. (Belle le scene... tutto ben curato)

Bravissimi. Esilaranti. Eravamo in pochi, ma abbiamo passato un pomeriggio fantastico!!

Bello spettacolo. Bravi gli attori nello scambio dei ruoli. Divertentissimo.

Siete professionali, divertenti ed empatici. Bravi!!

Che spettacolo! Ognuno di voi è riuscito a darmi la gioia e l'allegria che solo il teatro può dare. Grazie della splendida domenica pomeriggio.

Ci avete regalato un bel pomeriggio di allegria... grazie e complimenti.

Moltissimi complimenti per l'ottimo lavoro!! Spero di rivedervi ancora in scena magari con alcuni degli spettacoli già fatti visto che abbiamo scoperto da poco questo teatro.

Una giornata di pioggia è diventata veramente piacevole. Ancora complimenti. Spero di rivedervi.

Con tanti compliment fà cont al coeur in di man, come se dis in del nost Milan!!

Bravissimi!!! Perfetti!! Cercate di venire moltissime volte ancora.

Carissimi, grande spettacolo, mi avete staccato dai guai della vita! Bravissimi.

***

Offanengo - 2 dicembre 2017

Complimenti!! Ci siamo divertiti. Grazie.

Divertenti!

***

Albavilla - 1 dicembre 2017

Siete stati bravissimi.

Divertentissima! E voi troppo esilaranti. (E' la seconda volta che assisto ad una vostra rappresentazione). Forse nomi italiani??

Complimenti. Ci siamo molto divertiti. Siete bravi.

Spettacolo molto divertente e coinvolgente. Humor inglese che assicura la serata piena di risate e divertimento! Grazie!

Sicuramente molto bravi. Ritmo sostenuto, sicurezza in scena, ben caricati i personaggi, scenografia semplice ma ben fatta. Bravi. PS. La clak eccessiva e disturbo.

E' stata una bellissima e divertentissima interpretazione! Complimenti a tutti e grazie per la piacevolissima serata. Bravissimiiiii.

Noi lavoriamo in ospedale e a volte la "pazza realtà" supera la finzione... grazie per la bellissima serata e... buon compleanno!!!

Un'interpretazione magistrale, complimenti a tutti. Caposala super!! Bravissimi.

***

Milano, Teatro Stella - 26 novembre 2017

Siete bravissimi!!!

Complimenti. Tutto meraviglioso.

Attori preparati, simpatici e coinvolgenti.

Molto divertenti.

Siete stati bravissimi.

Vi faccio tanti complimenti!!! Siete stati tutti veramente bravi e ci avete fatto passare un bellissimo pomeriggio. Tornate ancora al Teatro Stella, noi vi aspettiamo per la prossima rappresentazione.

Molto, molto bravi.

Complimenti! Tutti bravi. Avete colto il clou dell’umorismo. Bravi!!! Al prossimo anno.

Regia ottima e (penso) difficile. Buona interpretazione e divertente.

Siete proprio bravi. Continuate così. Le risate fanno bene alla salute.

Vi ringrazio per le belle ore trascorse in vostra compagnia.

Spettacolo vergognoso. Vergogna. Vergognoso! Miserabile.

***

Milano, Teatro Stella - 25 novembre 2017

Spero torniate presto con un’altra esilarante commedia. Grazie per la bella serata.

Bravissimi. Divertentissimi. Continuate così.

Bravissimi. Ci siamo divertiti molto. Grazie per la bella serata. Complimenti!

Tutto perfetto, la caratterizzazione dei personaggi, la recitazione, il ritmo e le battute. Grazie per la bella serata.

Complimenti. Ci avete fatto passare una bellissima serata.

***

Biassono - 27 ottobre 2017

Bravissimi. Complimenti!!!

Veramente bravi. E s'è visto molto affiatamento tra voi!!! Bravi.

Piacevolmente divertiti!!!

Bravi e belli!!

Bravissimi.

Bravissimi.

Siete frizzanti. Bravi. Bravissimi.

Siete bravissimi. Continuate così.

Siete stupendamente magnifici. Pura magia di comicità.

Bravi, bravi, veramente bravissimi.

Bravissimi. Divertenti. Simpatici.

Esilaranti. Complimenti.

Bravissimi davvero.

Grazie di cuore per le grandi risate.

***

Sannazzaro de' Burgondi - 14 ottobre 2017

Complimenti!!! Avete un ritmo strepitoso!!!

Complimenti. Risate di gusto.

Mi faceva ridere e mi sono fatta felice. Dopo tutto non sono cattivi.

Bravissimi. Ci avete fatti ridere molto.

Strepitosi!!!

Bello. Bellissimo. Stupendo. Grandioso. Meraviglioso! Grazie di averlo fatto!

Eccellente escalation di brillantezza e comicità! OK!!!

Semplicemente fantastici. Grazie.

Siete una compagnia spettacolo!!!! Continuate così a divertirvi e a far divertire le persone. Complimenti!!

Molto bravi! Veramente eccellente!!!

Dieci. Dieci. Dieci. Dieci.

Bravissimi. Complimenti. Un gran bello spettacolo. Grandioso!

***

Carugate - 21 aprile 2017

Veramente bravi!! Un gruppo ben amalgamato. Niente da suggerire.

Bella commedia! Bravi gli attori!

Complimenti a tutti. Ho trascorso due ore in allegria.

Tutti bravi. Complimenti.

Ci è piaciuto molto! Attori bravi e testo veloce e divertente. Ancora!

Ottimo spettacolo molto divertente.

Braviii.

Un bellissimo spettacolo! Siete grandiosi!

Bravi! Ci avete fatto ridere!

Divertente.

Meravigliosamente divertente. Un ritmo eccezionale.

Molto bello, non c'è un momento di calo. Divertente e geniale!

Tutto ok. Segnalo caposala e figlio.

Bravissimi. Divertimento assicurato. Solo elogi e niente critiche.

Complimenti. Siete stati bravissimi!!! All'anno prossimo??!!

Squadra che vince non si cambia.

Divertente.

Siete bravissimi. Grazie.

Complimenti.

Fantastici!!! Sempre bravissimi!!!

Bravissimi, continuate così.

Siete stati bravi.

Esilarante!! Bravissimi tutti/e gli attori.

Fantastici. Grazie per la bella serata.

Bello. Bello. Bello.

Favolosi! Bravissimi.

Era da molto che non ridevo così! Grazie.

Siete bravi!

Divertente. Grazie.

Sono stati bravissimi. Meritato tutto. Grazie.

Siete stati semplici e meravigliosi veri. Grazie di cuore.

Molto divertente, tutti molto bravi, entrate proprio nel personaggio, davvero bravi!

Siete stati proprio bravi. Grazie.

Complimenti. Un intrattenimento divertente, fantasioso e ben assortito.

Bravissimi.

Guendalina, Giuseppina e Geraldina : rottamiamo!!! Genoveffa, Gertrude, Gabriella, Gregoriana... nuovi nomi per la caposala.

Bravissimi.

Grandi!!! Grazie!!!

Complimenti. Siete veramente bravi, dei professionisti!

Evviva. Esistono ancora gente altruista. Ad maiora. Complimenti.

Siete dei generosi. E siete bravi. Complimenti.

Molto divertente. Ho riso tanto. Attori molto bravi. Il mio preferito è Hubert!!! Ma anche gli altri bravissimi. Complimenti!!!

Fantastici. Divertentissimi.

Complimenti. Continuate così. Noi verremo sempre a vedervi. Grazie.

Molto bravi ma non sono riuscito a capire bene il finale, sarà per la mia età. Grazie di cuore per la bella serata!!!

Non amo il teatro ma voi siete stati fantastici. Complimenti.

Grazie. Bellissimo spettacolo molto divertente. Bravi bravi bravi!!!

Divertente e allegro. Bravissimi.

Di cosa parla il film Bisagno?

Leggera e divertente.

Veramente un bel spettacolo. Bravi!!

Molto bravi. Complimenti.

Divertenti e bravi. Bella serata. Grazie.

Molto bravi e divertenti!! Grazie per il tutto.

Complimenti! Bravi e piacevoli come sempre!

Grazie per averci strappato moltissimi sorrisi. Bravi!

Siete molto bravi ed affiatati. Ci siamo divertiti. Vi vedremo volentieri nella vostra nuova rappresentazione. Grazie.

Ho passato una bellissima serata grazie al vostro straordinario spettacolo. Testo e interpretazione coinvolgente. Siete simpaticissimi.

Divertente. Siete fantastici.

Molto bello e divertente. Mi sono divertita davvero tanto.

Siete bravissimi!

Per il prossimo spettacolo vorrei sedermi in fila A posto 7.

Complimenti per la recitazione. Opera divertente e rilassante.

Mi è piaciuto tutto.

Non ho capito se il corso di cinema è arrogante oppure no.

Meravigliosi! Bis, tris, ecc. ecc. Bravissimi.

Molto bravi! Bello e divertente il testo.

Bellissima interpretazione.

Siete molto bravi.

Molto bravi.

Venite in Bielorussia a fare il prossimo spettacolo?

***

Lissone - 17 marzo 2017

Semplicemente fantastici e divertenti!!!

Complimenti. Ottima interpretazione. Uno spettacolo molto divertente.

E' stata una serata piacevole, divertente, piena di risate!! Siete stati fantastici! Grazie per averci donato tanta gioia!

Brillanti e coinvolgenti. Jane Tate: voce stupenda da doppiatrice, peccato non sentirla in tv.

Bravissimi! Avete dei tempi perfetti!

***

Ceriano Laghetto - 21 gennaio 2017

Bravi e divertenti.

Bravissimi!!

Peccato per la poca gente! Non sanno cosa si sono persi quello che non sono venuti. Siete riusciti a far ridere. Bravi.

Veramente bravi e divertenti. Grazie.

***

Gattinara - 14 gennaio 2017

E' stata una commedia molto divertente.

Bello!!

Una tempistica perfetta e un'interpretazione molto piacevole. Complimenti.

Molto bravi. Una bella serata. Grazie di cuore.

Bravissimi! Ottimo ritmo e tempi comici. Attori brillanti e trascinanti (perchè non rifate questa scheda indicando le corrispondenze tra personaggi e interpreti?)... Tornate ancora a recitare a Gattinara!!!

Beh, che dire. Nessuna critica ma un bello e piacevole spettacolo. Era tantissimo tempo che non ridevo così. Continuate così, non potrete che essere sempre al meglio!!

Anche questa sera... strepitosi!!! Continuate così, bravi! Alla prossima! E grazie per le due ore di evasione, divertimento e allegria date a Gattinara questa sera!

Siete stati bravi. Bello spettacolo.

Bravi. Un bel gruppo, tanto affiatamento che si percepisce in sala. Complimenti.

Bravi tutti. Recitato bene. Ma 10+ ai dottor Mortimer 1°. Dottor Ubi pari merito con Leslino e Caposala. Ma un bell'8 a tutti. Il prof. un po' più di voce. Bravi!

Bellissimo e bravissimi.

E' stato molto bello perchè siete molto bravi. Complimenti alla caposala.

E' difficile fare una critica perche siete molto professionali con una tenuta del palcoscenico eccezionale!!! Complimenti. E' sempre un piacere assistere ad un vostro spettacolo.

Bravissimi e simpaticissimi.

Grazie per lo spettacolo. Bravi.

Siete grandi!!!

Bravissimi! Tornate presto!!!

Molto divertente!

Molto bravi.

20% OK! Bravi.

Una serata piacevole. Va bene così.

***

Milano, CineTeatro Maria Regina Pacis - 5 novembre 2016

Ci avete deliziato e fatto ridere. Grazie.

***

Brugherio - 29 ottobre 2016

Grazie per garantire sempre delle sane risate che sono sempre le migliori medicine.

Strepitosi! Simpatici! Coinvolgenti! Braviiii.

Complimenti!!

Bravissimi!!

Complimenti per la vostra bravura!! Ci siamo divertiti molto. Grazie per la bella serata!!

Bravissimi. Simpatici.

Complimenti. Molto bravi e divertenti!!!

Siete bravissimi e persone stupende. Solo a pensare alla causa per cui vi esibite vi rende grandi e nobili. Un caro abbraccio. Bravi, bravi, bravi.

Ottimo spettacolo!! Risate sincere! Testo un po' lungo. Continuate... siete bravi.

Siete molto bravi! Fantastici Dott. Bonney e la caposala. Non fermatevi! A presto!

Complimenti!!!

Bravissimi!

Era tanto che non mi divertivo così! Bravi!

Siete bravi. Abbiamo passato una serata divertente.

Grazie.

:D)))

***

Cologno Monzese - 13 maggio 2016

Grazie per averci fatto trascorrere una piacevolissima serata. Siete stati fantastici.

Bravissimi. Ritornate.

Molto bello. Bravi. Allegri. Divertente.

E' stato molto divertente!! Grazie.

Spettacolo divertente e bravi artisti. Complimenti.

Bello spettacolo. Grazie da Sara (7anni). E' piaciuto anche alla mamma.

Tempi scenici perfetti. Comicità arguta. Divertimento e riflessione su tutto ciò che "sottende" all'universo teatrale. Grazie.

Nove personaggi ben ideati ed interpretati con bravura. Complimenti.

Non mi è piaciuto molto che Leslie fosse vestito così male; e si vedevano le tette della caporeparto.

Molto bravi e divertenti.

Ci è piaciuto moltissimo. Siete stati bravi.

Uno spettacolo fatto per applaudire con tutte e undici le dita. Roba da non credere Stefano Gervasoni rideva!!

Bravi. Vi voguamo bene!!!

***

Cairate - 5 marzo 2016

Ben costruito, brillante. Veramente bravi. Molto competenti. Complimenti.

Commedia molto piacevole. Complimenti per la naturalezza e l’interpretazione. Avremmo piacere di vedervi ancora in questo teatro. Bravi!

Ottimo ritmo!! Bravi!

Bravissimi e professionali!! Bravi.

Complimenti. Molto bravi.

Bravissimi! Complimenti! Spettacolo vivace e molto piacevole!

Semplicemente eccezionali!!!!!! Bravissimi.

Divertenti! Bravissimi!

…davvero molto bravi!! Un ospedale modello!!!

Siete eccezionali, continuate così.

Siete troppo forti!!!

Tutto bene. Più voce. Grazie.

Bravi.

Bravi. Simpatici.

Bravissimi!

Siete stati bravissimi. Complimenti.

***

Limbiate - 18 aprile 2015

Siete stati veramente bravissimi! Non avete niente da invidiare ad altri attori “famosi”. Continuate così. Se potrò farò pubblicità a vostro favore.

Bravi! Continuate ad esercitarvi e fatelo con il divertimento da noi percepito. Bravo Hubert.

E’ la prima volta che assisto ad un vostro spettacolo. Mi sono divertita DAVVERO. Vi auguro di continuare a fare sempre meglio. Grazie.

***

Segrate - 17 aprile 2015

Ci avete divertiti e è quello che volevamo! Bravi

Complimenti, siete stati molto bravi e divertenti.

Siete stati veramente bravi! Mi sono divertita! Proseguite sempre così! Grazie.

Buona rappresentazione. Ottimi interpreti. Ben affiatati e molto attenti nel rappresentare le piccole sfumature. Buon proseguimento di lavoro.

Frizzante, accattivante, non un attimo di noia. Bravi! Alla prossima.

Simpatici e bravi

***

Castellanza - 22 novembre 2014

Divertentissimo. Mi ha fatto piangere dal ridere. Davvero bello. Complimenti a tutti.

Siete stati fantastici. Da Christian di 8 anni.

Tutto Ok. Siete veramente dei bravi attori. Complimenti. Meritavate più pubblico ma quello presente è stato molto caloroso.

Veramente bravi!! Nessuna incertezza nelle battute. Complimenti.

Ottimo su tutto : scene, battute, attori. Complimenti a tutti. Molto bello e divertente.

Ci avete regalato una serata molto allegra. Bravi tutti quanti. Complimenti!

Bella storia! Io avrei usato nomi italiani! Complimenti, molto bravi!!!

Complimenti. Siete stati bravissimi. Un elogio e… alla prossima!!

Ci siamo divertiti. Continuate così.

Bravi. Ancora bravi.

Spettacolo divertente e attori simpatici e bravi. Ci siamo divertiti. Grazie per la serata.

***

San Donato Milanese - 13 novembre 2014

Da molto non ridevo così! Grazie!

Complimenti, siete stati bravissimi. Due ore molto belle.

Spettacolo soddisfacente, attori bravissimi....

Bravi, bravi, bravi. Bellissima compagnia.

Molto divertente. Bravi.

Siete stati fantastici.

***

Laveno Mombello - 18 ottobre 2014

Da molto non ridevo così! Grazie!

Esilaranti, ho ancora la paralisi della mandibola. Voglio il dottor Bonneyyyyy. Ahahahahah!!! Bravi.

Mi è piaciuto molto. L'unica cosa che non mi è piaciuta è stata come la moglie di David si è messa con il capo. Bravissimi!!!

Bravissimi. Ottimo ritmo e recitazione.

Bravissimi. Molto professionali. Grazie per la bellissima serata.

Fantastici!! Bravi. Bravi.

Bravissimi. Commedia divertentissima. Bravi, bravi, bravi.

Naturali e spontanei. Complimenti. Siete fantastici.

Sarete benvenuti. Vi aspettiamo ancora.

Bravissimi!!!! Mi è piaciuto un sacco!!

Bravissimi tutti. Mi ricordava Benigni! Complimenti.

Bravo!

Siete davvero bravi! Grazie di averci fatto trascorre una allegra divertente serata!!!

10/10 da Giuliana di 11 anni.

Bravissimi a tutti.

Complimenti a tutta la compagnia.

Bravo. Era molto divertendo e siete tutti bravi. Anche si siamo stranieri, belga e francese, BRAVISSIMO.

***

Rescaldina - 11 ottobre 2014

Bravissimi, ricchi di personaggi. Vi ringraziamo moltissimo per averci fatto passare due ore spensierate. Continuate così!!

Piacevole. Divertente. Scorrevole. E interpretata magistralmente bene. Complimenti.

Divertente. Bravissimi.

Serata veramente piacevole. Grazie a degli attori eccezionali! Grazie!!

Siete stati bravissimi!! Grazie per la bellissima serata! Continuate così. Spero di vedere anche le altre opere.

***

Milano, Teatro Nuovo - 19 maggio 2014

Molto divertente, ben recitato, con un'ottima regia. Il lavoro è evidentemente complesso, in quanto richiede tempi, tonalità e gestualità calibrati al millimetro e voi ci siete riusciti pienamente! Grande lavoro e grande divertimento! Ancora Bravi!

E' stato molto divertente. Gli attori sono brillanti e veramente veramente bravi. Senza distinzioni.

Bravi! Ci siamo divertite un mondo!

Che dire. Complimenti, siete bravissimi.

Da piccolo giocavo all'allegro chirurgo e mi divertivo molto. Oggi sono tornato piccino :-). Tutto molto bello e genuino. Grazie!!

Complimenti. Siete stati molto divertenti. Una serata davvero piacevole.

Divertentissimi.

Bravi, bravi, bravi.

Complimenti. Bravissimi.

Esilaranti.

Bravissimi.

Molto bravi.

Bravissimi!!

Nessuna critica. Solo grandi complimenti. Commedia brillante e molto simpatica. Complimenti agli attori!! Bravissimi.

Complimenti. Bravi.

Complimenti. Siete stati ottimi.

Complimenti. Bravissimi.

***

Busto Arsizio - 17 maggio 2014

Complimenti, veramente bravi! Tempi perfetti e interpretazioni straordinarie. Uno degli spettacoli migliori della rassegna. Sarà dura esibirsi dopo di voi!

In assoluto COMPLIMENTI! Una recitazione piacevole, scorrevole e coinvolgente. Una compagnia affiatata. Nessun momento di calo. Speriamo di rivedervi presto.

Spettacolo molto divertente, veloce nell'esecuzione, privo di pause e quindi gradevole. Bravi i tre medici, recita spesso esilarante ma ben preparata.

***

Milano, Teatro Silvestrianum - 10 maggio 2014

Ottimo sotto ogni aspetto. Complimenti.

Bravi. Sempre con un ritmo serrato, sapete tenere il pubblico sempre attento. Divertenti e intelligenti.

Uno spettacolo diverso da tutti gli altri. Allegro, divertente. Siete bravissimi.

Che suggerire? Ci avete fatto divertire immensamente, quasi da non poter respirare tra una risata e l'altra. Bella anche la musica di Matilda. Ad majora. BRAVI.

Spettacolo molto divertente e compagnia molto brava e preparata. Complimenti!!!

E' stato bello passare una serata in vostra compagnia! Ridere fa bene alla salute e voi siete stati bravissimi.

Bello spettacolo diverso da altri, molto allegro. Bravi.

Molto particolare e divertente. Grazie.

Complimenti. Siete stati forti. Bravi tutti.

Siete bravissimi!!! Continuate così.

Bravissimi!! Testo esilarante e molto ritmo.

Nessun suggerimento, siete bravissimi! Grazie per averci regalato un paio d'ore di vero divertimento!

Leggiadro e divertente. Ben recitato.

Bravi e simpatici!!!

Continuate così. Tutto bene.

Bravi. E lo spettacolo molto divertente.

Il lavoro è ottimo. Gli attori fantastici. BRAVI.

***

Vimercate - 22 marzo 2014

Cast eccezionale. Complimenti e grazie di cuore.

E' stato ottimo!

Siete stati bravi e simpatiche.

La farsa è divertente e ben interpretata e spero di rivedervi in un'altra opera.

Tutto OK.

Veramente tutti molto, molto bravi!!! Complimenti e speriamo a presto: ci avete fatto vivere una "esilarante" serata.

Tutto bene. Bravissimi.

Tutti bravissimi. Complimenti!

Uno spettacolo ottimo.

Molto bravi, complimenti!!!

Divertente la storia. Soprattutto ottima la recitazione che vi fa sembrare professionisti più che amatori, Bravi tutti quanti.

Tutti molto bravi. Grazie.

Complimenti. Complimenti.

Complimenti. Siete bravi.

Bravissimi.

Mi è piaciuto. Bello spettacolo.

Bravissimi. Tornate ancora da noi.

Siete stati molto bravi. Complimenti.

Grazie di cuore per la piacevolissima serata. A presto. Arrivederci.

Lo spettacolo che avete scelto è stato molto azzeccato e divertentissimo, tutti gli attori sono stati bravissimi, molto professionali
tutti i passaggi e gli interventi puntuali e senza sbavature ed esitazioni.

***

Milano, Teatro S.Domingo - 16 marzo 2014

Una delle più belle piece teatrali viste ultimamente. Splendidi.

Bravissimi. Complimenti.

Complimenti. Bravi bravi.

Superbrillanti.

Ottima rappresentazione. Complimenti. Tutti all’altezza della propria parte.

E’ stato molto divertente. Bravi.

Bellissima piece. Bravissimi gli attori. Complimenti!

Commedia bella e divertente. Fin dall’inizio dovrebbe esserci la stessa spontaneità che c’è stata nel secondo tempo che è andato in crescendo.

Molto divertente. Complimenti.

Somiglianza del dr. Mortimere con Roberto benigni (fisicamente e di volto): si potrebbe sfruttare in qualche modo? Molto bravi TUTTI.

***

Erba - 28 febbraio 2014

Semplici e bravi. Grazie.

Commedia gustosa, ben recitata. Bravi!

Ho trovato la commedia molto ben strutturata, piacevolissima e molto ben rappresentata dagli attori, tutti ben calati nella parte ed omogenei nella recitazione, pur nella diversità dei ruoli. Solo l’interprete del personaggio del direttore dell’ospedale mi è sembrato non totalmente in sintonia con il resto del gruppo degli attori. Vorrei comunque ringraziarvi per il vostro impegno e per il vostro lavoro; mi avete fatto trascorrere due ore davvero piacevoli, e spero in futuro di avere la possibilità di poter di nuovo assistere ad una vostra rappresentazione.

Bravi. Meritavate molto più pubblico.

***

Cesano Maderno - 9 febbraio 2014

Recitazione ottima sostenuta da un buon ritmo di scena. Bravi.

Siete stati davvero bravi! Continuate così.

Bravi. Bravissimi.

Molto apprezzato l’humor inglese. Bravi.

Testo forse un po’ “troppo” ricco di gags e battute. Si fatica a stare al passo con tutte le battute che si susseguono incessantemente in modo particolare nel primo atto. Più godevole il secondo atto.

Piacevole, bravi. Grazie.

1 Bravissimi. 2 Esilaranti. Bravi e simpatici.

Bravi.

Abbastanza allegra.

Complimenti vivissimi. Siete stati veramente divertenti.

Bravi. Commedia veramente brillante.

Scarso, patetico e penoso. Per niente divertente!

Siete stati molto bravi. Continuate così.

Complimenti. Continuate così. Grazie.

***

Bottanuco - 18 gennaio 2014

Da tanto tempo non ridevo così tanto. ... davvero bravissimi.

Sorpresi per la professionalità! Bella serata.

Complimenti siete bravissimi. La caposala Valentina molto divertente. Molto coinvolgente anche la storia.

Grazie! Siete bravissimi!!! Ho visto altri vostri spettacoli e non mi deludete mai. Complimenti vivissimi!

Amatoriale? Ad multos... Sthreler per il teatro amatoriale di qualità, anche in dialetto. Grazie e piedi per terra.

Divini!!!

Originale. Spiritosa. Animata. Complimenti.

Complimenti. Siete stati molto bravi. Complimenti.

Ci avete fatto trascorrere una serata divertentissima! Grazie. Complimenti!!!

Bravissimi!!!

Mio figlio (8 anni) mi ha chiesto: "perchè 11 dita?" E mo chi glielo spiega??? Bravi.

Complimenti. Siete stati bravi!!!

Fantastici!!!

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Abbiategrasso - 12 gennaio 2014

Grazie per lo splendido pomeriggio.

Siete stati bravi e simpatici. Complimenti.

Bravi. Bravissimi. Complimenti.

Siete stati semplicemente fantasticamente BRAVI! (così potete gongolarvi). Arrivederci a presto e auguri a tutta la compagnia!

Ottimi e veramente divertenti. Complimenti ancora.

Complimenti! Gongolatevi!

Siete tutti molto bravi. Tornate, vi aspetto per divertirmi ancora.

Perfetti! Ho riso un sacco e sono qui per fare un articolo su di voi sull’Eco della città! Grandi!

Siete molto bravi.

E’ stata una piacevole sorpresa!!! Divertente, spassosa. Siete dei professionisti!!! Complimenti!!!

Bravissimi.

Superlativi. Adoro il dr. Hubert. Grandi!!!

Bravi. Ho passato un pomeriggio piacevole.

Lo spettacolo è stato molto divertente. Gli attori sono bravissimi e soprattutto le battute sono simpatiche e non volgari.

La commedia è molto divertente e voi siete bravissimi!

Commedia molto bella e divertente.

Bravissimi!

Molto divertente. Bravi!

Simpaticissimi. Bravi tutti. un po’ lento l’inizio. Più brillante il finale.

Complimenti.

Troppo forti!!!

A noi è piaciuta così. Bravi!!!

Complimenti per la bravura.

Bravissimi. Ritornate!!!

Complimenti. Bravi.

Bravissimi.

Complimenti. 3 volte bravi…

All’inizio poco brillante ma poi è migliorato e quindi più divertente.

Complimenti, è stato bello. Continuate così. Grazie.

Divertente senza annoiare.

Bravissimi.

Complimenti. Continuate così.

Mi è piaciuto tantissimo.

Bravissimi!

Nessuna critica. Solo elogi.

Buona presenza scenica. Complimenti.

Siete bravissimi e non volgari. Complimenti!!

Bravissimi. Complimenti.

***

Gorgonzola - 31 dicembre 2013

Bravi.

Avete reso il nostro capodanno indimenticabile e spassosissimo! Complimenti!

Bellooo! Siete stati bravissimi! Grazie.

***

Novara - 14 dicembre 2013

Ancora una volta, con gli Allegri Chirurghi, ci avete deliziato con uno spettacolo che ha superato le più rosee aspettative. Oserei esprimere solo superlativi per la scelta del soggetto, la cui trama fluida e zeppa di battute divertenti ha magicamente fatto scorrere due ore in un batter d'occhio e per gli attori, dal più scafato all'"esordiente" (le virgolette sono d'obbligo), impeccabili nella recitazione, quanto per la regia, capace nell'imprimere il ritmo indispensabile in questo genere di commedie.

Bravi, bravi, bravi! Trama intrigante, ma attori convincenti, coinvolgenti e divertenti. Molto più di un teatro “amatoriale!”. Grazie per la bella serata e auguri per tutto.

Commedia divertentissima. Ottima recitazione. Ottima compagnia ben affiatata.

Bravissimi!

Bravi bravi bravi. Buone feste e... al prossimo.

Quando professionalità non vuol dire professionismo. Veramente bravi e divertenti. Un augurio di continuare a divertirvi e divertirci. Buon Natale e buon anno.

Bravissimi!!!! Continuate così... Spero di vedervi ancora nella nostra Novara.

Ci avete comunicato in un modo fantastico la gioia e l'allegria di poter aiutare.

Posso fare solo complimenti! Siete tutti molto bravi e divertenti. Grazie per averci fatto ridere!

L'opera è molto bella. Gli attori sono molto bravi. Sono espressivi. Sono molto simpatici. Se avremo la possibilità seguiremo sicuramente altre opere di questa compagnia. Bravi!

Siete stati veramente molto ma molto ma molto BRAVI!!!! Complimenti e grazie.

***

Borgomanero - 13 dicembre 2013

Grazie e continuate così.

Divertenti e creativi. Auguri!

Fantastici!

Dimenticavo... oltre che fantastici... Grandi professionisti. Auguri!

Ottima rappresentazione. Continuate così.

Complimenti per la vostra interpretazione. Veramente divertente.

***

Pioltello - 23 novembre 2013

Bravi

Spettacolo divertente e bravissimi gli attori. Una critica alle poltrone di sala.

Il mio complimento è quello di potervi ancora rivedere. Grazie per una grande serata. Buon Natale.

Molto simpatico e divertente. Gli attori sono molto bravi e riescono a coinvolgere bene il pubblico con il loro sapiente senso dell'umorismo. Complimenti in particolare a Jane.

Divertentissimo e bravissimi gli attori.

Super bravi.

Davvero entusiasmante. Bravi bravi bravi.

Siamo rimasti contenti della rappresentazione. Siete stati magnifici. Auguri per il futuro.

Ottima commedia e ottimi attori. Bravi. Complimenti.

Divertenti. Bravissimi.

Bravissimi!! Nulla da invidiare a rappresentazioni di circuiti superiori. Ancora bravi!!

Bravi bravi. Ci avete fatto passare un po' di tempo in allegria. Grazie.

Commedia divertente. Allegra. Bravi gli attori. E' piaciuta moltissimo.

Che dire: siete stati splendidi e perfetti! (Gongolate, gongolate...)

Brava caposala Flint! Troppo bella!!!

Avrei preferito un finale di apparente verità e completamente sconfusionata da parte del sergente, che una verità reale per poi farla scomparire come un'invenzione. A parer mio meglio un finale secco e completamente alterato come l'intera rappresentazione. Bravi e complimenti.

***

Bussero - 9 novembre 2013

Bravi!!!

Complimenti. Siete stati tutti bravissimi. Ci siamo divertiti molto. Ancora grazie per la serata.

Siete già perfetti. Bravissimi.

Molto bravi.

Siete fantastici.

Bravissimi. Complimenti. Proprio bravi.

Molto divertente. Bravi.

Bravi!! Peccato che non avete il coraggio di fare commedie nuove, più attuali, come io propongo. Commedie premiate letterariamente ma che non prese in considerazione dalle compagnie.

Molto molto simpatici! La caposala ha una spiccata presenza scenica! Continuate!

Bravissimi.

Bravissimi. Una comicità genuina. Complimenti.

Molto bravi.

Simpatici, in pieno spirito british, anche se "italianizzato" in alcuni passaggi.

Molto bravi.

***

Segrate - 18 ottobre 2013

La vostra simpatia ha rubato le mie risate in questo momento di tristezza. Grazie.

Bravissimi. Spettacolo divertentissimo!

Divertente. Esilarante. Ben fatto.

Simpaticissimi tutti. Soprattutto i tre medici. Storia divertente. Spontaneità.

Bravissimi.

Siete stati favolosi e molto simpatici.

Siete bravissimi.

Spettacolo strepitoso. Mi sono divertita tanto!! Mi piacerebbe portare i miei bambini e credo che li porterò...

Bello e divertente. Ottimo tempismo. Bravi!

Molto simpatici. Fate più spettacoli!

Un piccolo teatro per un grande spettacolo. Complimenti ragazzi. Continuate a divertirvi e divertirci.

Avanti così. Siete forti.

Spassoso passare una serata spensierata con voi. Bravissimi.

***

Valmadrera - 26 settembre 2013

Siete stati eccezionali. Complimenti!!!

Complimenti per la recitazione così spontanea, una commedia divertente che ci ha regalato una serata davvero piacevole. Grazie e bravissimi.

Bravissimi. Ritmo eccezionale.

Complimenti. Continuate. Siete bravissimi.

Bravissimi. Con un ritmo infernale.

Bravissimi. Uno stimolo in più a continuare.

Bellissima opera e utile per l’umorismo. Sempre così! Bravi bravi bravi.

Bravi, bravissimi. Tempismo perfetto. Molta professionalità. Continuate così.

Primo atto brillante, buon ritmo. Secondo un po’ meno. Comunque bravissimi!

Un ottimo insieme. Tempismo e recitazione ben calibrati. Complimenti!!!

Tutti bravissimi. Una serata favolosa.

Complimenti. Un ritmo serrato e incalzante. Tutti bravi nel lavoro di squadra. Ancora bravi.

Bravissimi.

***

Como - 26 giugno 2013

Grande realismo! Bravissimi.

Bello! Complimenti. Grazie per la serata.

Spassosissimo. La migliore: "Pensavo si fosse infilato una supposta nell'orecchio"!!

Veramente bravi. Complimenti.

Complimenti, bellissima rappresentazione. Allegra e frizzante. BRAVI!!

Ottima recita. Molto divertenti. Perfetto insieme. Grazie.

Siete stati molto bravi. Grazie per la piacevole serata. Vi seguiremo ancora.

Bravi. Tutto bene. Solo all'inizio non capivo una parola perchè parlavate troppo veloce. Mi sono divertito.

Mi sono divertita!! Siete stati bravi. Mi avete fatto passare una bella serata. Bravi!

Spettacolo divertente.

Molto divertenti e bravi!

Bravi! Bravi! Bravi!

***

Milano Gratosoglio - 6 giugno 2013

Molto divertente! Da rivedere!!!

Un pezzo molto divertente reso davvero bene. Ci avete fatto divertire!

Siete stati bravissimi e mi avete fatto pisciare addosso dal ridere. Complimentissimi.

Frizzante allegria! Bravi!

Bravissimi. Divertente, ottimo ritmo, due ore di puro divertimento. Grazie!!

Siete stati fantastici! Complimenti!!!

Due ore di sana ilarità. Tutti gli attori molto bravi.

Bravi. Complimenti.

Siete stati tutti bravissimi. Continuate così. Si vede che lo fate con passione.

Divertenti, ottimo ritmo. Trama accattivante e ben recitato. Bravi!!!

Tutti bravi.

Bravissimi!! E’ più facile fare Amleto che non l’attore comico…

Esilarante! Ho i crampi agli addominali… sotto la ciccia, e il sorriso mi è rimasto stampato sulla faccia! Bravissimi!!

Divertente sempre! Complimenti.

Molto divertente.

Bravi tutti.

Bravi. Complimenti.

Piacevoli e divertenti. Grazie.

***

Darfo Boario Terme - 19 maggio 2013

Gli attori sono bravissimi, complimenti! La commedia molto divertente. Grazie!

Commedia brillante, ironica, divertente. Gli attori sanno giocare sugli equivoci e i doppi sensi dando vita a momenti di grande ilarità. Bravi!

Complimenti. Siete tutti bravissimi.

Molto molto bravi.

Semplicemente: FANTASTICI!!! Grazie.

Mi è piaciuta molto. Divertente e brillante. Complimenti.

Per me è stato il primo incontro col vostro gruppo e non ricordo di aver riso così tanto (ho 54 anni). Siete bravissimi. Grazie di cuore.

Veramente bravi. Grazie per averci fatto ridere questa sera!

Bravissimi e preparati.

Tutto ottimo. Continuate così. Bravi. Grazie.

Molto intenso l'entusiasmo nella recita. Questo ha aumentato la visibilità nella bravura di tutti gli attori. Molto gradito il ritmo della recita.

Grazie!!! Bravi e simpatici.

Da tre anni li conosciamo e sono sempre più bravi... grazie!!!

Bravi bravissimi. Complimenti a tutti.

Veramente bravi.

Ottimo in tutto. Soprattutto perchè in questa occasione lo fate gratis. Bravi. Super.

Bravissimi. Stupendi. Ammirabili.

Complimenti. Continuate così.

Meno male che sono sana... (spero!) Troppo bravi...

Eccezionali.

Veramente molto bravi. Grazie per la generosità nei confronti dell'Andos.

Vivissimi complimenti per lo spettacolo. Grazie.

Bravi bravi bravi!

Professionalissimi!

Ritornate presto. Grazie della vs serata. Bravi. Continuate così.

Non ci sono parole. Siete bravissimi. Grazie.

Complimenti!!! Bravi!!!

Tornate ancora, siete bravissimi. Auguri di una buona carriera.

Veramente bella. Realizzata e recitata molto bene!

Grazie della bella serata. Continuate così. Siete bravi e simpatici. A presto!

Bravi... Esilaranti... Brillanti!!!

Mi siete piaciuti tantissimo. Bravi. Bello il ragazzo eh!?

Spettacolo splendido e molto simpatici.

Molto molto molto bravi.

E' stato divertente e ben recitato. Bravi!!!

Veramente bravi.

Siete bravissimi! E' stata un'iniezione di allegria.

Bravissimi!! Anche per la vostra sensibilità al problema.

Con immenso affetto dico che siete molto bravi e sensibili al dolore delle persone bisognose. Grazie di cuore. Veramente bravi attori.

Tutti bravissimi. Come sempre del resto!!!

Siete molto bravi. Continuate...

Bravissimi!!!!! Grazie.

Molto bravi gli attori. Spiritosi e molto molto allegri. Forse un po' troppo lungo.

Veramente bello spettacolo. Fate sempre sorridere. Bravi bravi bravi.

Simpatici e bravi.

Eccezionali.

Siete stati bravissimi. Complimenti.

Molto professionali e simpatici.

Spettacolari.

Bravissimi.

Bravissimi e simpaticissimi.

Siete non bravi ma favolosi. Grazie della bella serata. Speriamo di avervi presto ancora da noi in valle.

Bravi. Fare ridere non è facile! Grazie.

Complimenti! Siete bravissimi. Grazie infinite.

Un bellissimo spettacolo.

Molto bravi.

Simpaticissimi!

E' stato molto divertente. Complimenti.

Le battute sono bene equilibrate, molto convincenti!

Grazie per la piacevole serata.

***

Travedona Monate - 11 maggio 2013

Mi è piaciuto tutto.

Bellissimo!! Siete stati bravissimi.

Complimenti. Bravi tutti.

Complimenti. Veramente bravi.

Bravissimi, divertenti e molto chiari nel recitare. Complimenti.

Tutto okey! Bravi.

Complimenti. Bel lavoro e buona interpretazione.

***

Milano - 20 aprile 2013

Dopo tanto tempo una serata davvero divertente. Ci voleva proprio. Grazie tante.

Attori brillanti. Corrono sul filo di una commedia frenetica senza mai fermarsi. divertendo, sorprendendo, entusiasmando. Continuate così!

Siete troppo bravi.

Bravi. Anzi, oserei dire: perfetti.

Bravissimi! Continuate e noi ci divertiremo sempre.

Siete troppo bravi. Dovete diventare famosi!

Grazie. Siete bravissimi. E' stata una bella serata. Spero di vedervi ancora.

E' stato bellissimo e divertentissimo. "Larga di poppa e stretta di prua" (o il contrario). Molto comico.

Davvero bravi e divertenti. Come sempre.

Complimenti per lo spettacolo. Veramente scorrevole e carino.

Recitazione molto sicura..... non mi e' sembrato di avere notato momenti di smarrimento...e questo e' degno di nota... Mi pare inoltre di non aver visto suggeritori di vario tipo.....segnale di ottima memoria....bravi!!!! Mi e' piaciuto e nel contempo meravigliato il ritmo molto sostenuto.....sintomo di ottima preparazione e molta sintonia fra di voi.... e dico meravigliato perche' alla fine non avete alle spalle una scuola di recitazione (almeno credo)... credo siate tutti autodidatti o quasi....comunque bravissimi....

Commedia gradevole e divertente. Bravi.

Simpatici attori. Meritano di essere visti. Bravissimi.

Bravi! Bravi!! Bravissimi!

Ottimo gruppo. Recitazione sicura, Tempi perfetti. Racconto fluido. Si segue molto volentieri. Bravi.

***

Carugate - 9 e 10 marzo 2013

Mi sono goduto lo spettacolo dalla prima battuta all'ultima. Veri professionisti. "Complicità" recitativa fantastica. Bravissimi tutti!!! Attori, attrici, tecnici e regista!!

Bravissimi!! Non avete niente da invidiare agli attori professionisti. Un grazie di cuore per il pomeriggio spensierato...

Esilaranti, divertenti e umili... in poche parole: divertenti!!! Bravi. Ci siamo divertiti un sacco.

E' stato bellissimo e molto divertente.

Siete formidabili. Molto professionali. Bravi. Complimenti. Proseguite sempre così. Verremo sempre ad applaudirvi.

Complimenti. Spettacolo veramente bello e divertente! Forza GTT!!! :)

Molto divertente. Attori che dovrebbero calcare palcoscenici ben più famosi. Grazie per le sincere risate!! Complimenti per lo spettacolo... davvero divertente.

Bravi. Simpatici. Allegri. Ci avete fatto passare una serata spensierata e in allegria. Grazie.

L'entusiasmo che trasmettete ci ha piacevolmente divertito! Bravi!!!

Bravissimi!! Molto divertente!!

Bravi. Bravi. Bravi.

E' stato bellissimo. Il più bello che ho visto.

Bravi tutti!

Esilarante! Di buon gusto. Adatto anche a minori.

Complimenti! Speriamo di vedervi presto anche a Bussero.

Molto bravi!!! Anche perchè era difficile!!!

Tutti molto bravi.

Ottima rappresentazione con humor inglese. Niente da invidiare ad attori professionisti.

Spettacolo bello e simpatico, ma anche un po' troppo caotico.

Mi è piaciuto! Perfetto. Grazie.

Siete sempre eccezionali.

Divertente. Siete stati bravissimi. Grazie.

Bravi, bravi, bravi, bravi, bravi, bravi.

Bravissimi.

Bellissimo. Strepitoso. Bravissimi. Due ore di risate e divertimento. Grazie.

Bello, bravi! Consiglio di accorciarlo un po'!

Che dire!! Bravissimi!!

Avete fatto schifo... Scherzo!! Siete fantastici. Avevamo mal di gola dal ridere.

Spettacolo molto piacevole e di ottimo livello. Bravi.

Bravissimi.

Siete magnifici. Continuate così.

Bellissimo. Divertente. Brillante! Bravi!

Mi è piaciuto molto. Tutti gli attori sono stati bravi.

Bravi. Bravi. Bravi!!! Siete fonte di ispirazione per un piccolo gruppo amatoriale. Chissà se avete iniziato come noi... Spero di rivedervi presto.

Siete stati molto bravi. E avete veramente fatto divertire tutti. Bravi!!

Spettacolo molto bello. Bravi!!

Bravissimi. I miei complimenti.

Bravi. Continuate così.

Abbiamo passate due ore splendide! Grazie.

Bravissimi. Complimenti per il ritmo!!

Spettacolo entusiasmante. Bravi!!!

Complimentissimi! Eccezionali!!!

Non avete nulla da invidiare ai professionisti. Complimenti! Alla prossima occasione.

Siete stati così simpatici e fantastici.

Siete fantastici!

***

Torino - 23 febbraio 2013

Bravissimi!! Continuate!!

Esilarante. Un sabato sera a teatro fuori dall'ordinario.

Siete stati molto divertenti perchè facevate ridere. Grazie per averci fatto passare un sabato sera divertente. Grazie mille.

L'interpretazione è stata eccezionale da parte di tutti i personaggi. Complimenti!

Lo spettacolo è stato condotto con garbo e capacità, in un crescendo di ilarità e simpatia. Grazie!

Andate avanti cos'. Va benissimo!

Attori bravi. Testo demenziale.

***

Castelverde - 26 gennaio 2013

Non mi farei mai visitare da voi!!! Però verrei a vedervi ancora!!!

Bravissimi tutti.

Complimenti per l'entusiasmo che ci comunicate. Bravi.

Bravi! Grazie per averci dato una serata divertente.

Bella commedia. Bravi tutti gli attori. A rilento la prima parte ma poi si è riscattata alla grande. Le attrici devono alzare un po' la voce.

Molto bravi. Disinvolti nella recita. Tanta allegria.

Complimenti. Nella vostra semplicità siete stati grandi! Bravi!

Ci siamo veramente divertiti... non possiamo dare alcun consiglio... bravi!!!

Molto simpatica. Bravi veramente. Complimenti al figlio Leslie.

Bravi. Tempi di recitazione perfetti. Continuate, mi raccomando. W il teatro. Se riuscite a venire a Verola Nuova ne saremo felici.

Veramente bravi.

Un classico che avete rappresentato in maniera eccellente. Solo bravi per il vostro impegno anche se presumo che sia per hobby. Bravi!

Siete stati bravi. Continuate così.

Non posso consigliare nulla. Molto bravi. Nessuna gaf. Bravi.

Bravi! Un po' lungo...

Siete stati tutti quanto bravissimi! Mi sono divertita moltissimo.

Serata eccezionale. Bravissimi!!!

Tutti bravissimi.

Complimenti a tutti!!!

Complimenti vivissimi a tutta la compagnia. Si potrebbero confondere con dei veri professionisti. Super bravi.

Bravi!!!

Tutto OK...

Siete bravissimi! Nulla da eccepire. Complimenti.

Bravissimi.

Complimenti!!!

Siete bravissimi.

Bravi bravi. Continuate così.

Bravissimi. Complimenti.

***

Birone di Giussano - 12 gennaio 2013

Entusiasmante. Esilarante. Non avete perso un colpo (e noi di teatro ne vediamo tanto anche ad alti livelli). Complimenti. Continuate così.

Sembrate attori di vecchia data... complimenti!!! Bravi e ancora bravi! Grazie.

Eccezionale. Continuate così e tanti auguri per le prossime rappresentazioni.

Solo molto, molto, molto... bravi.

Divertente spettacolo. Perfetta recitazione.

Sono stata molto contenta. Complimenti.

Bravi. Grazie di questa serata di allegria.

Ritmi serrati. Molto piacevoli. Niente di scontato. Bravissimi. (nulla da suggerire)

Molto briosa ed effervescente. Tutti bravi.

E' stato molto bello, divertente.

Bravissimi. Ben interpretato e molto dinamico. Qualche volta si perde qualche battuta sovrastata dalle risate. Complimenti!!!

***

Calusco D'Adda - 30 novembre 2012

Grazie per averci regalato da oggi grandi risate. E continuate così. Siete molto bravi. Arrivederci.

Due ore di risate pure. Grazie per averci dato la possibilità di ridere.

Complimenti. Molto divertente.

Complimenti a tutti i membri della compagnia e super bravo Leslie. Anche io dovrò fare la sua parte molto presto!! Bravi.

Bravissimi.

Siete stati formidabili. Grazie.

Siete stati bravissimi. Grazie.

Stretto di prua... largo di poppa!! (Grandi!!) Approvato anche dalle infermiere... quelle vere!!! Bravissimi!!!

Davvero complimenti!! Siete stati davvero bravi. P.S. : capacità di recitazione impeccabile.

Bravi.

Bravissimi.

Bene! Buon ritmo, buona sintonia tra i personaggi, buon umorismo. Grazie per avermi divertito.

Bravi.

Complimenti e grazie per l'ottima serata in allegria.

Comici, spiritosi e professionali. Complimenti!!!

Bravi.

Piatto all'inizio, brillante e vivace il resto. Bella la voce alla De Luigi!

Bravi!!

Molto molto bravi. Continuate.

Siete stati bravissimi. Commedia divertente e coinvolgente. Complimenti.

Niente suggerimenti. Siete bravissimi così!!

***

Cantello - 24 novembre 2012

Ci avete fatto divertire molto. Bravissimi.

***

Gli Allegri Chirurghi

di Ray Cooney

 

Aneddoti, curiosità, buoni piatti o semplicemente cose da ricordare delle nostre trasferte.

Appunti di Viaggio

Solbiate Olona - 13 aprile 2019
Non siamo più abituati a vedere il furgone così stipato e quando lo sguardo si posa sul telone che si chiude restiamo stupiti della quantità di cose che, un po' alla rinfusa (per dirla tutta), trovano posto nel mezzo. Più da svuota cantine che riempi palchi.
Un furgone che blocca il nostro all'uscita non semina il panico, solo un po' di ritardo sulla tabella di marcia.
Sotto un cielo che promette pioggia ma non la mantiene si avvia la processione verso Solbiate Olona che di noi conosce solo la cena, quella del cretino per intenderci.
Il palco é piccolo, l'attore mormora. Per cercare un'idea che faccia trovare posto alla scenografia dribblando gli ostacoli delle scale laterali che rubano spazio e stabilità. Mille congetture per poi tornare alla soluzione di sempre, la migliore.
Definita la rotta la meta è veloce da raggiungere. Anche se Hubert si diverte a seminare trappole spostando pannelli e invertendo bulloni come fosse la sua prima volta. Il ritmo di Samba evocato dalla presenza di Zezi rende tutto più allegro, giusto antipasto alla commedia.
Le luci sono fisse. Basta accendere, vedere che tutto funziona e il puntamento é fatto. Stessa sorte per l'audio che ha in più solo i volumi da regolare.
Resta il tempo per prenotare il 'Regine di cuori' che la rete valuta five stars è un paio di giri macchiavellici a velocità alternata.
Aggiungi un posto a tavola, anzi due. Alla pizza si aggrega Omar e promessa sposa, entrambi ancora vergini di chirurghi. E in un ambiente pensato per tavolate e feste under 14, gustiamo una pizza che apprezziamo per leggerezza, croccantezza e... velocità.
Processione gialla per rientrare a teatro con litanie non proprio ortodosse rese immortali dalla regia di Monica che fanno divertire cantanti e panettieri. Posso? Posso!
Affidato il sipario a Monica si corre verso i personaggi mentre la sala rumoreggia più di quel che contiene.
Nonostante l'ingresso gratuito pagato con il sangue dalla locale sezione di Avis, la sala non si riempirà più di un dignitoso cinquanta per cento. Già un ottimo risultato stando a chi sa.
Il restante 50 per cento che ha preferito il divano alle pur comode poltroncine del teatro si é perso una bella prova teatrale. La latitanza che durava da ottobre ha tolto meccanicità e dato personalità all'interpretazione di tutti. E nonostante qualche trascurabile sbavatura che le due sole prove non sono riuscite a colmare, le risate, gli applausi e i bravo a spettacolo in atto spiegano la qualità della messa in scena.
Congedato il pubblico e festeggiato l'esordio sulle scene della siparista, come un miraggio si materializza a fondo sala la manna dal cielo. Braccia, tante braccia amiche che renderanno più dolce, e veloce, l'attraversamento del nostro deserto, mentre dal cielo, quello vero, scende l'acqua promessa, ora mantenuta.
La crostata della debuttante mangiata a secco dietro la pressione del tecnico autista marito impone una birra per rivivere gli aneddoti della serata e annaffiare di luppolo il riposo del guerriero. Tutti al Lowengrube di Castellanza che oggi farà da Sayo.

Sirone - 17 novembre 2018

Dottor DAVID MORTIMERE

Piccolo palco. Piccolo furgone. Grande tecnico. Che con la sua presenza risolve il mal di schiena del tecnico anziano, scandendo con precisione millimetrica dal paradiso del teatro, ogni scena dello spettacolo. E per rubare tempo alla notte sugli applausi finali chiude e apre sipari senza soluzione di continuità imponendo agli attori l'ultima corsa prima del traguardo.

In sala record di presenze con spettatori giunti dai tre paesi del circondario. Sirone. Norone. Forserone.

Dottor MIKE CONNOLY

Incontro ore 15.00. Si carica il camion a noleggio (Meme ancora fuori combattimento), le premesse ci sono tutte per un buon spettacolo: già dal caricamento dei pannelli e dei cubi a qualcuno viene il dubbio di aver sbagliato lavoro.

Durante il viaggio per raggiungere il teatro: canzoni strappa lacrime e mani accarezza gambe in azione (le gambe di chi, non si sono ben capite)

La scenografia ridotta all'essenziale va su facile-facile, resta quindi il tempo per un po' di relax giocando a carte e con esibizioni di pilates a gambe all'aria e passi della v... (io conoscevo quello del giaguaro).

Dopo una cena frugale, tutti in scena e... che pubblico... Applausi a scena aperta come non mai, le battute urlate per sovrastare gli applausi. Grande serata da ripetere.

Dottor HUBERT BONNEY

Illuminati da un bella giornata di sole, partiamo alla volta di Sirone, complice un amico del dottor Bonnie. L'accesso facile al palco e la destrezza dovuta all'esperienza della replica precedente, ci permettono di aprire una bisca clandestina di Machiavelli. L'accoglienza calorosa di chi ci ospita ed un pubblico ideale, spronano la compagnia ad uno spettacolo divertito e divertente che lascerà tutti soddisfatti. Qualcosa mi dice che torneremo.

ROSEMARY MORTIMERE

Non pervenuta

JANE TATE

Mai avrei pensato di giocare a Macchiavelli comodamente spaparanzata su un palcoscenico... serata indimenticabile... spettacolo scoppiettante, pubblico partecipe e molto divertito... a fine serata una signora del pubblico, ridendo, mi ha detto che a tutti faceva male la faccia a furia di smascellarsi dalle risa! Touché

CAPOSALA

Tra una partita a Macchiavelli, una esibizione di pilates ed un giropetto, ci prepariamo ad andare in scena. Ci sorprende piacevolmente un pubblico allegro, pieno di entusiasmo e calore. Una serata bellissima con un cielo stellato che ci fa assaporare quanto sarebbe bello concretizzare il nostro "sogno di un tour di mezza estate"...

SERGENTE

Carrellata di do di petto per gli allegri chirurghi. I do più alti oltre i 110 altri si attestano intorno i 100 con qualche caduta sotto. Non parliamo di ottave però ma di centimetri. Il metro, quello della sarta ha sostituito il pianoforte. Tenori, soprani, contralti hanno lasciato il posto a dottori, caposala, sergenti, madri e figli. Azione brillante, allegra ben riuscita. Il vero acuto però l’ha fatto il pubblico. Sirone non ti dimenticheremo.

LESLIE

Il vento artistico di Carugate spinge nuovamente la Sandero verso nuovi confini.. Tre navigatori si contengono l'arrivo migliore.. Ma solo uno ci Indicherà il giusto cammino.. Quando a metà del nostro percorso.. Essi prendono decisioni diverse.. Il mio diceva a sinistra.. Quello di Patty a destra.. Quello di Marco dritto.. La tensione dentro l'auto si fa sempre più alta nessuno si fidava di nessuno.. Ma una volta in prossimità del tempio dell'arte i nostri navigatori trovarono un accordo.. I miei capelli tutto questo non l'avrebbero sopportato ma grazie a l'ingegno di Silvia con un colpo di stufetta portatile ha cementato la mia testa.. il risultato un pubblico stupendo.. una ultima replica 2018 grandiosa.. E un fermo immagine regalato al pubblico fuori scena un Leslie con la carta igienica.. Succede solo al Gtt!!!

Prof. WILLOUGHBY

Una giornata magica che ha visto l'alternanza di momenti di pura e genuina commozione a momenti di totale e sfrenata ilarità , il tutto impreziosito da un pubblico particolarmente partecipe e caloroso

MAX - TECNICO SPETTATORE

Già erano prepararti al fatto che sarebbe stata una giornata all’insegna delle misure. La Capo Sala era pronta con la sua cartella, nessuna misurazione Le poteva scappare. Ma gli attori GTTempo non si aspettavano di essere misurati anche negli spazi e nelle dimensioni, forse le ultime sì, ma alla fine sono riusciti a infilare tutto l’arredo e sono partiti..

Spettacolo che ha cucito sulla bocca degli spettatori tanti sorrisi..

Alla fine è solo questione di metro.

Comenduno - 10 novembre 2018

Dottor DAVID MORTIMERE

In una terra dove il teatro dialettale la fa da padrona, unico testo in italiano della rassegna per provare a portare in valle anche commedie in lingua, raccogliamo applausi e consensi oltre ogni nostra aspettativa.

Dottor MIKE CONNOLY

Anche se il pomeriggio è uggioso e il divano chiama a gran voce, i nostri attori di fronte ad una chiesa imponente e dopo una pizza (con cameriera che non si fa intimorire dalle divagazioni sugli ordini), lo spettacolo è stato ben rappresentato e apprezzato.

Dottor HUBERT BONNEY

Mattia salva questa divertente trasferta, addolcita da Jane Tate, resa piccante da areate calze e annaffiata da dissetante birra conviviale.

ROSEMARY MORTIMERE

Un inizio di pomeriggio con caccia alla chiave, un seguito caricato da una buona dose di ciucci giganti e lattine extralarge. Risultato: spettacolo scoppiettante.

JANE TATE

Sabato mattina... aprire gli occhi e pensare “oggi siamo in scena”. Appena svegli è difficile decifrare se c’è più gioia o senso del dovere nel dirlo, poi, lentamente le cose si avviano: alcune faccende in casa, preparo i costumi di scena, penso a cosa cucinare per pranzo. Il pomeriggio arriva, il tempo è uggioso, si carica la scenografia chiacchierando e scherzando, il viaggio è agevole, montiamo in fretta perché non servono tutti i pannelli, il tempo trascorrere in allegria, insieme. Si cena, ci si prepara e alle 20.45 inizia la magia... lo so e lo sapevo già questa mattina: “oggi siamo in scena“. Lo dico, lo urlo, lo penso sempre allo stesso modo: sempre con gioia!

CAPOSALA

Argomento principe del pre è post spettacolo sono stati i collant in tonalità nude. Alcuni esperti del settore sostengono siano una grave minaccia alla conservazione della specie umana. Speriamo non diventi anche questa una questione di... AMOR PROPRIO!!!

SERGENTE

Pomeriggio di manutenzione per la nostra macchina scenica: cambiato la maniglia della porta, sostituito alcune piastrine del bastone tenda e picchiato qualche chiodo sui pannelli della scenografia. Tagliando superato....per ora. Siamo pronti per affrontare tanti altri palchi, più in forma di prima.

LESLIE

La scalata dall'abisso oscuro è difficile e insidiosa che anche una piega sbagliata di un solo capello.. può diventare un passo falso per ricadere nel buio infinito.. L'unione, il sostegno, ma soprattutto il sorriso che ci contraddistingue disegna altre realtà.. Porta a scalare vette sempre più alte.. Il risultato? Una vista stupenda.. Grazie a tutti

Prof. WILLOUGHBY

Divertimento puro a Comenduno.... scioltezza e freschezza per una serata che ha visto sovvertire la consecutio temporum ...... (io ventidue anni fa avevo diciotto anni...)

San Martino Siccomario - 12 ottobre 2018

Con questo spettacolo "APPUNTI DI VIAGGIO" cambia pelle.

Lo storico resoconto si trasforma in una serie di tweet che ogni protagonista lascia ai posteri immortalando in poche frasi un episodio, un momento, un aneddoto, della giornata dello spettacolo.

Dottor DAVID MORTIMERE

Scarso il tempo e limitata la proposta culinaria, trasformiamo la solita cena in un happy hour, alle porte del teatro, nel tepore di una sera autunnale impreziosita da una falce di luna che svetta in un cielo nitido. Spesa e allestimento a cura della quota rosa del gruppo. Applausi per le scelte.

Dottor MIKE CONNOLY

Mentre vi seguivo dietro alle quinte col copione, ad un certo punto mi sono perso tra il reparto A no B, no A è B ma B non doveva dirlo la Sig.na Tate? o era il dot. Mortimer.... Mah...

Dottor HUBERT BONNEY

Un ritardo imprevisto ha trasformato la cena prima dello spettacolo in una allegra festa organizzata dalle ragazze, mentre i 'ragazzi' montavano la scenografia. Tra amici una difficoltà può diventare un'opportunità!

ROSEMARY MORTIMERE

Ho rinunciato ad un intervento chirurgico per ritrovarmi con un buco nel vestito e le scarpe che fanno male.

Ma vuoi mettere la soddisfazione di essere sul palco con un gruppo di pazzi scatenati?!!

Naturalmente non ho trovato né una divisa da caposala che sostituisse il vestito rotto né un medico per il mal di piedi. Ma che ospedale è? Il mitico S.Andrea dove sai come entri ma non sai come esci.

JANE TATE

Dietro alle quinte, ho percepito emozioni e sfumature uniche, una miscela magica, carica di esperienza e di agitazione, speciale... come la nostra voglia di stare insieme.

CAPOSALA

Quando si dice "Altezza mezza bellezza"... Per questa prima rappresentazione della stagione si sale ad alti livelli: stasera nuove scarpe tacco 15 e strass d'argento. L'effetto psichedelico sotto la luce dei fari pare sia ipnotizzante!!!

SERGENTE

Quanti silenzi nel teatro sono impressi indimenticabili nella mia memoria più a fondo è più a lungo di pur memorabili voci. Carmelo Bene per citarne uno. O i silenzi di Edoardo, pause che dicevano più e meglio di ogni altra parola. Ci sono però silenzi vissuti in prima persona che sembrano interminabili dove le emozioni più negative (terrore, panico, ansia) creano il vuoto attorno. Per fortuna c’è chi riesce a riempirlo. GRAZIE dott. Bonney.

LESLIE

Ricevuta la tua mail Roby ma non mi apre il file... Pensiero della trasferta x Danilo : "nonostante la natura abbia teso l'arco verso di me.. con frecce avvelenate di negatività.. Imbevute di malattia.. Carestia dal testo.. ansia e amore per lo stesso.. E infine un alveare di veste nello stivale... Leslie ha vinto!!!

Prof. WILLOUGHBY

La squisita gentilezza dell'organizzatrice e la vicinanza palco-piazzale fanno di questo posto un teatro degno di nota ......

REGIA

Il pubblico attento ha seguito con partecipazione la rappresentazione segnalando con applausi e risate i passaggi più esilaranti. Il regista, un po' meno attento, ha perso alcune scene chiedendosi se gli attori avessero volutamente modificato il testo o se si fosse, semplicemente, abbandonato per qualche istante nelle braccia di Morfeo. Il tecnico ha poi confermato la seconda ipotesi.

Milano, Teatro Guanella - 11 marzo 2018

Piove. Piove. Piove. Bagnato. Pesante. Senza tregua.

Ma non c’è tempo per distrarsi. Giusto il tempo di arrivare in teatro, passare il testimone al nuovo tecnico che ieri ha disertato, affidare il sipario a Susanna, a sostituire il regista che non contento dell’acqua milanese, ha voluto esagerare con quella di Venezia, sostituire i biscotti pastosi con i più duttili pavesini, e siamo in scena.

Il pubblico non raggiunge, forse di poco, le tre cifre. Ma esplode subito. Decuplicato. Centuplicato. Rispetto ai mormorii del giorno prima e a dispetto del numero dei presenti.

E ritroviamo precisione e carica. E lo spettacolo, interrotto come mai da risate ed applausi, dopo un imbarazzante scivolone di Mike che moltiplica anche i presenti - immaginari - della conferenza di scena, si spiega fluido. Perfetto (possiamo dirlo?)

Quando si accendono le luci di sala restiamo sorpresi per i pochi presenti che hanno fatta tanta presenza. E un po’ di meriti, dai, ce li prendiamo anche noi.

Non sappiamo se è lo spettacolo migliore di sempre, ma un posto nel limbo se lo merita. Fortunato chi c’era.

Una pennellata che cancella la prestazione incolore del giorno prima e che ci cuciamo all’occhiello. Anche il tempo se ne è accorto. E spiove.

Stipiamo la scenografia nella sequenza del giorno prima. Adocchiamo una lampada in completo stato di abbandono nei camerini e perfetta per il nuovo spettacolo. Indecisi se prenderla o chiederla, puntiamo sulla correttezza, senza però avere risposta certa.

La serata si chiude tra Sushi, Barchette, la rara simpatia di una cameriera con gli occhi a mandorla e la leggerezza di tante risate.

Adesso però basta scherzare. E’ tempo di cena. Tra amici.

Milano, Teatro Guanella - 10 marzo 2018

Cielo grigio su. Ma ancora non piange. Si limita a promettere. Minaccioso.

Asciutti si carica un furgone che non potrebbe contenere uno spillo di più, che tracima, ancora asciutti, quando apriamo porte e sportelli a destinazione.

Il palco del Guanella, fu Don, di Milano lo conosciamo da un paio di mesi. E conosciamo le serpentine e le pendenze che la scenografia dovrà percorrere per atterrare sul palco. Graziati dalla pioggia, tutto sommato non ci sembrano poi così pesanti.

Il palco è ampio, e la scenografia finalmente respira e si spiega in tutta la sua ampiezza.

Raschiamo il fondo di una ‘millechiodi’ per incollare i segni del tempo di una scenografia che, dovendo rappresentare un ospedale pubblico, sembra ancora più vera.

Check suoni e luci mentre proponiamo alla direzione il nostro nuovo lavoro, ancora in gestazione, per la prossima stagione del Guanella che sta invece già partorendo.

Doverosa una prova con chi, dopo oltre due anni, torna a rivestire i panni di Rosemary Mortimere: le prove fatte in settimana hanno lasciato aperte troppe ferite.

La scelta della pizzeria non si pone. La Sfinge, che ci ha convito a gennaio, non si discute. E sotto il ritrovato sguardo inquietante della statua che da il nome al posto, con nuove angolature, condividiamo stesse pizze e stesse paste : uguale la bontà, forse peggiorata l’attesa, anche se siamo i soli a rumoreggiare nel locale.

La pioggia ha deciso di lucidare la strada del ritorno al palcoscenico.

Trucco. Parrucco. Voce e San Genesio. In rapida sequenza. E via a spolverare uno spettacolo che per la prima volta nel 2018 riesce ad avere voce.

Ma tutto è arrugginito. Spigoloso. Lo spettacolo scorre deciso, ma è come se mancasse fluidità e ritmo. Quello giusto. Qualche battuta dimenticata nel 2017. Qualche incertezza. E il primo atto si conclude con più perplessità che certezze. E non capiamo se la freddezza del pubblico che segue ma non esplode sono la causa o l’effetto del disagio.

Parola d’ordine, quindi : reagire. E la parziale riscossa si consuma nel secondo atto. Più concentrati o forse solo più consapevoli, ritroviamo quella sicurezza che questo spettacolo dovrebbe ormai avere. Nonostante le pause. Nonostante tutto. Anche il pubblico sembra ridestarsi e regalarci un po’ di rumore.

Meritati gli applausi dedicati a Rosemary Mortimere, che nonostante la partenza con l’handicap ha sciorinato la miglior performance del gruppo.

Il sipario si chiude su uno spettacolo che non avrà commenti, almeno scritti, ma la possibilità di rifarsi nella pomeridiana di domani. E sin da subito respirare l’aria del ‘liberi tutti’, visto che la scenografia resta al suo posto.

La serata si bagna di pioggia e di birra al Beda House, dove, dopo aver scoperto una nuova specie di Pino dalle velleità amorose, scavalchiamo coda all’ingresso e ci godiamo gli ultimi scampoli di giornata prima della stanchezza.

Offanengo - 2 dicembre 2017

Si inizia facile. La replica della sera prima ci evita la fatica del carico. Ed è piacevole anche l’arrivo nella nuova sala dell’Oratorio di Offanengo, recente, che ha sostituito quella che tanti anni or sono (per la cronaca era l’11 febbraio 2006) ha ospitato una delle nostre prime Cene. Il progetto ha lesinato nelle attenzioni verso il pubblico, costretto a sedersi su sedie che appaiono e scompaiono all’occorrenza (gioia e dolore delle sale polivalenti) ma ha investito in palcoscenico, tecnica ed accessibilità.

Come la sera prima, anche qui tutta la scena riveste di nuovo il palcoscenico, forse meno caldo di quello di Albavilla ma almeno la temperatura si mantiene in un costante accettabile purgatorio tra palco e camerini.

Si fa tutto veloce e veloce ci si incammina verso il miraggio della pizzeria Cicci Coccò, meno vicino di quanto supposto. Parte del gruppo è ancora intrappolato nella serata di premiazione del concorso letterario “Liberi di Scrivere”, a cui ha prestato la voce. Tema il silenzio, rotto dalle troppe parole del presidente di giuria in una contraddizione che ancora non ha capito. Finalmente “Liberi di Andare”, dopo un frugale aperitivo rubato alla premiazione, raggiungeranno il resto del gruppo per un dolce che sostituisce oggi l’ottima pizza del locale, che brilla per sapori ma pecca di lentezza in un servizio che dimentica per strada ospiti e caffè, affidati alle mani inesperte di chi inizia questa sera il cammino verso la pensione.

Rientrati in teatro ritroviamo l’energia e la simpatia del bel gruppo che gestisce con entusiasmo e, forse, troppi formalismi, la sala.

Burloni, nascondiamo più volte la gonna verde di Connolly per una nuova mirabilante impresa da record, ma il dottore è attento e tutto, oggi, pronto.

In sala poca gente, poco l’incasso e poco il rimborso, percentuale del tutto. Ma il teatro, quello amatoriale, si nutre di applausi, il cibo ce lo procura altro, quindi… va bene uguale.

Un annuncio come nei teatri ‘veri’ sancisce l’apertura del sipario.

Le prime battute ci ritornano una strana eco, palestrata, più che teatrale. Ma ci si abitua in fretta.

Un moscone, intontito da freddo e proiettori, punta stancamente gli attori in scena, per posarsi, spossato, sulla mano del protagonista senza voler sapere di andarsene, costringendo l’attore a nuove scene. Nel secondo atto dirà la sua invece un ragno, intento a tessere una tela che lo spettacolo non può compromettere.

Decisi a non cedere alle lusinghe di portare Quark insetti in scena, procediamo imperterriti con lo spettacolo.

Il rumore del pubblico fatica ad arrivare sul palcoscenico. Lo sentiamo distante, sussurrato. E la distanza che percepiamo rende tutto più faticoso, meno coinvolgente. Ma il pubblico c’è, e scavallati i rigori del freddo, arriva in un crescendo di risate ed applausi che non smetteranno fino alla fine, anche senza claque

Alla fine foto per tutti e con tutti, stampa compresa.

Si stappa un durello, bollicine che alimentano battute. Alla prossima replica toccherà al Passerina, per dover di quota rosa anche nel vino.

Si smonta con braccia amiche e baffute che ci hanno raggiunti per lo spettacolo e che ingaggiamo per la fatica.

Trolley al seguito, lasciamo la sala che sembra un aeroporto.

Prossima meta il 2018. Le repliche di quest’anno finiscono qui.

Albavilla - 1 dicembre 2017

Previsioni e cielo minacciano neve. E il terrore si insinua nell’animo di qualche attore che passerà il resto del giorno con il naso al cielo e gli occhi al meteo.

Con noi oggi grillo Mattia, che rivoluziona il supporto tecnico da cd a pc.

Puntuale si presenta all’appuntamento con il carico facendo manovre millimetriche per districarsi tra musi e carrozzerie. Si parte presto anche, se di venerdì, e presto arriviamo a destinazione, dribblando di poco il traffico di fine settimana che si sta accatastando intorno a Milano.

Arriviamo ad Albavilla all’imbrunire, in un paesino vestito di Natale che ci accoglie con il fascino delle prime luci della sera. Affrontiamo spensierati le pendenze che la neve promessa avrebbe reso complicate e scivoliamo sul palco dal facile accesso e dal tepore quasi eccessivo.

Ci ricordiamo di questo bel palco che due stagioni fa ha ospitato la cena e che oggi torniamo a far vivere con un nostro spettacolo.

Tutto la scenografia transuma da furgone a palcoscenico e trova ordine e posto, senza sbavature, come fosse stata disegnata per questo teatro.

Abbiamo così il tempo per un rigoroso puntamento luci e una prova tecnica veloce, per rivedere i volumi da stadio e riportarli all’esigenza del luogo.

Si da appuntamento a chi arriva per la cena direttamente al ristorante, l’Elvis di Albavilla, dove la pizza non è molto rock, ma il ciuffo del cameriere fa molto Bobby Solo. Si salvano le linguine alle vongole, anche se la grattugiata di bottarga che si perde nei gusci, non riesce a migliorare.

I ritardatari ordinano via web da menu telematico per arrivare, sedersi, mangiare e ammortizzare il ritardo.

Alla futura regista non fugge il salottino che accoglie gli ospiti nel locale, ideale per composizione e genere, per la nostra prossima fatica ancora orfana di scenografia, ma non è in vendita, e la provenienza sconosciuta. Peccato.

Si torna per i vicoli montani, bui e freddi, tra odor di legna arsa, verso il tepore del teatro. Occhi al cielo a cogliere i primi fiocchi, che ancora non arrivano. A far capolino oltre la sagoma nera delle montagne che qui iniziano a salire, una bella luna luminosa. Chi opta per il rientro in macchina raggiunge il teatro solo dopo aver valicato un passo tra dimenticate vie partigiane che ancora ne conservano il nome.

Dal paradiso del palco all’inferno dei camerini, dove il freddo e le tende militari sembrano più un accampamento deserto afghano che un sottopalco teatrale.

Ci cambiano battendo denti e record, per esporre meno possibile la pelle ai rigori dell’inverno che qui sembra alloggiare.

Nessun preambolo prima dell’apertura del sipario, che si apre direttamente sul nostro spettacolo.

Si parte in salita per il dottor Connoly, che, dimenticata la gonna verde all’inferno, è costretto a battere Bolt per recuperare l’oggetto e rientrare in scena senza ritardi e senza fiato. Le prime battute arrivano miste a fiatone. Poi l’attore riprende colore e con lui lo spettacolo.

Che si srotola degno e piacevole di fronte ad un pubblico non particolarmente numeroso, ma caldo e partecipe, capitanato da una claque involontaria che sarà la sorpresa di fine serata.

Mattia riesce a mettere in scena il “jingle bells rock” più bello di sempre, scivolando invece su telefonate e sergente, ma senza danni evidenti.

Alla fine applausi e apprezzamenti per tutti. Per l’abile tecnico, per la gotta del regista, all’occorrenza anche siparista, e per il Professore, che oggi compie gli anni. Mirabile la sua performance e indimenticabile la sua faccia, di stucco, quando scopre che dalla sala si alza la sua sorpresa : famiglia e amici che sono venuti a vederlo prima e, ora, a festeggiarlo.

Taglio della torta sul palcoscenico centellinando una bottiglia di vino come neanche a Cana.

Poi si ripiega, ordinata come mai, la scenografia nel camion, con la bella prospettiva di non dover scaricare e caricare: domani si replica, con il piacere di un po’ di fatica in meno.

Salutiamo i simpatici e gli intraprendenti organizzatori che hanno aggiunto braccia (le loro) a braccia (le nostre) rendendo tutto più facile, veloce, leggero.

Chiudiamo il camion, leggendo i simpatici commenti sotto i primi (e gli ultimi) fiocchi della neve annunciata e che ora, per onor di firma, deve fare capolino. E basta un niente per sentirsi a Natale.

Auguri Bobone.

Milano, Teatro Stella - 26 novembre 2017

Lo spettacolo è alle 15.30.

L’appuntamento con gli attori è per il caffè delle 14.30. Ristretto quindi.

Che salta. Però. Quando all’appuntamento si arriva in ritardo qualcosa si deve sacrificare. Il caffè o il personaggio. Decidiamo per il primo.

Si arriva leggeri, oggi, ammortizzati dalla fatica anticipata il giorno prima.

E mentre il nostro tecnico svolazza leggero, di foto in foto, con il nuovo pesantissimo tele obbiettivo fresco di mutuo a fotografar briciole da galassie lontane, i personaggi prendono forma decisi a ridare colore alla sbiadita replica della sera prima. Prova d’orgoglio insomma.

Il rumore che arriva dalla platea riempie sala e cuore. Oggi, con il sole e l’azzurro terso del cielo, è tornato anche il pubblico. Numeroso. Rumoroso. E a rumore aggiungiamo rumore quando, spuntata una sega dall’attrezzeria del teatro in zona cesarini, trasformiamo in segatura le sporgenze e carta igienica che ancora minacciavano teste e cast.

Il regista oggi porterà la sua gotta altrove. A sostituirlo, per dare continuità al bel gioco sul sergente, Acqusantiera Mattia, tecnico aggiunto.

L’atmosfera è rilassata. Troppo. Si scherza con una aspirapolvere Hoover in scena quando, improvvisa, parte la sigla dello spettacolo. Un amen per capire cosa sta succedendo, trasformare la sorpresa in azione, liberare il palcoscenico da cose e attori superflui e tuffarsi nel personaggio.

E ritroviamo ritmo, lucidità e freschezza come poche altre volte. Con iperboli di intenzioni e mimica che il pubblico ci restituisce sotto forma di risate risate e risate che rischiano di tracimare sul palcoscenico a coinvolgere anche gli attori. La perfezione non esiste, oggi però ci siamo andati vicino. E non scalfisce questa consapevolezza un commento che rade al suolo lo spettacolo. L'organizzazione ci racconterà che il latore ha smarrito da tempo per via, ragione e sentimento.

A scheggiare il candore della pomeridiana la consapevolezza che dopo il piacere della messa in scena ci aspetta il dovere della fatica. Che diluito su due giorni, ben si sopporta. In fondo anche il tempo, forse per omonimia, minaccioso ieri, è stato comunque dalla nostra. A bagnarci, a fine giornata, sarà solo l’aperitivo che l’abdicante Meme ci fa trovare ai box. Al buio, si, ma meno tardi e quindi meno silenziosi del solito.

Milano, Teatro Stella - 25 novembre 2017

Pioggia. Ancora. E ancora smette. Quando deve.

Carichiamo umidi, ma non bagnati, veloci e alla rinfusa per evitare che il maltempo decida di interrompere la tregua. Ci accoglie il calore e il colore (nazional trino) della sala dello Stella, che dopo i successi dello scorso anno ha deciso di proseguire la collaborazione, dopo la cena, con i chirurghi.

E come in passato, allo spettacolo di oggi si aggiunge la pomeridiana di domani, con la bella prospettiva di due repliche e quella ancor più rara di non dover smontare dopo lo spettacolo.

Ad attenderci il professor Willoughby. La casa a un tiro di schioppo, con alzo neanche troppo elevato, gli regalano la felicità della velocità.

In un sali e scendi di scale che mettono a dura prova muscoli e gambe, la scena si incunea alla perfezione tra le quinte e i pilastri del palco, sfruttando in parte l’idea già partorita a Biassono, di dare movimento (più per esigenza che per scelta) inclinando di qualche grado la parete di fondo.

Tra un sali e un scendi ci raggiunge, zoppicando ma meno del solito, anche il gottoso regista, in visibile recupero.

Fissiamo l’ultimo pannello in un gioco di assi e morsetti che ricorda l’antico Egitto per complessità, la torre di Pisa per precarietà, con sporgenze che, per evitare di decimare il cast, evidenziamo con abbondante carta igienica.

La presenza di un occhio di bue ci suggerisce l’idea, subito accolta, provata e messa in pratica, di dare volume alla scena madre del sergente con l’enfasi della penombra e del seguipersona.

All’ombra di un “vietato fumare” da guinness per dimensione e inquietudine, riaffiorano i ricordi di una agonia di una Yaris che oggi non c’è più.

Lottando con un cellulare scarico che non sputa date e disponibilità, troviamo la quadra, dopo 10 anni di distanza, per una replica della CENA nella Castel Goffredo che ha dato i natali ad uno storico Cheval.

E non c’è più tempo per nulla, se non per ritrovare per alcuni, scoprire per altri, la gustosa pizza al trancio de “Il ceppo folle”, proverbiale per sapore e memoria del cameriere. E da oggi anche per un ceppo di emorroidi urlate che arriva a destinazione mettendo in imbarazzato tacere l’intera sala.

Il pubblico trova facile posto in una sala che resterà per tre quarti vuota e che avrà il solo primato di contare più teste della media.

In scena uno spettacolo senza lode, macchiato da un David senza mordente, che fatica a decollare e troppo spesso inciampa. Sorprendono quindi i tanti applausi a scena aperta che mitigano in parte la nostra sensazione di mediocrità.

Raccogliamo gli ultimi applausi che dividiamo con claudicante regia e mirabolante tecnica, lasciando in ultimo il proscenio alle nostre attrici, come piccolo semplice gesto maschio nella giornata che celebra la lotta contro la violenza sulle donne.

Due colpi di stiro alla scena per trovarla pronta l’indomani e tramutiamo lo smontaggio in birra, intorno al solito tavolo del Sajo.

Biassono - 27 ottobre 2017

In una giornata di sciopero nazionale dei trasporti e corso locale sulla sicurezza, sono messi in discussione i normali tempi di trasbordo scene.

Così, costretti dalla sicurezza a partire a ridosso del tramonto e dallo sciopero ad aumentar i tempi del tragitto, si decide di tenere a bada i succhi gastrici secondo la libera intraprendenza di ciascuno, e di dedicare l’incerto tempo a nostra disposizione al montaggio scene.

Il vezzoso palco (e il teatro tutto) che lo scorso anno ha incorniciato agilmente la Cena dei Cretini, mette in difficoltà la composizione della meno agile scena dei Chirurghi, costringendo a nuove geometrie finestra e porta che, obliquamente, si perdono nelle buie profondità del palco. Funambolicamente vengono fissati alle piccionaie anche i pannelli laterali e con poche cose ripieghiamo il S.Andrea nel piccolo boccascena di Biassono. E il risultato ci piace.

Il poco tempo che resta prima del cambio d’abito è dedicato ad un frugale improvvisato pasto nei caldi camerini, arricchito da chiacchiere e dagli oggi più che mai apprezzati dolci di compleanno di Leslie : se in scena il tempo si è fermato dalla prima replica sui suoi 18 anni, nei camerini scorre imperterrito e ha segnato due giorni fa un’altra tacca.

Fugge al destino solo il nostro tecnico che si ritaglia il tempo per la tradizionale pizza pre spettacolo : la sicurezza, probabilmente, mette appetito.

Con la bocca ancora impastata di auguri ci dividiamo, per gender, sui due piani dei camerini : soppalcate le donne, scantinati gli uomini.

Il tempo di un san Genesio e poi sul palco, a respirare, prima delle luci della ribalta, il brusio del numeroso pubblico che quasi gremisce platea e galleria.

Le “minchiette” di gatto, che oggi hanno preso posto delle più pudiche lingue, ci strappano l’ultimo sorriso prima del sipario. E via!

Sala e spettacolo si scaldano subito, in un continuo scambio di calore, che rende tutto fluido e divertente sia per chi guarda, sia per chi fa. Qualche sbavatura, che altrimenti potremmo definire di troppo, viene quasi impercettibilmente assorbita dalla sicurezza e spontaneità che man mano lo spettacolo trasmette.

E su un sipario che non vuole chiudersi, salutiamo la vera gotta del regista, che ancora non da tregua, e le presunte emorroidi del tecnico (e che ci auguriamo restino tali).

Rimangono in sala, per un saluto privato (apprezzato) e una mano allo smontaggio (gradito) gli aficionados di sempre che oggi hanno esteso il nostro pubblico fino al Brasile con un ospite che, sua e nostra la sorpresa, porta il nome della suora “… molto larga, piena di grinze, grigiastra...” che apre lo spettacolo.

Le poche cose trovano velocemente la via del ritorno, mentre allertiamo l’organizzazione di un Moka che ha trovato posto in rassegna sotto mentite spoglie.

Tra noi c’è chi parte per la grande mela, a correre in rosa per la vita o solo per turismo.

E chi resta, provando a chiudere la serata in chiacchiera al solito “Sayo” per ritrovarsi, rifiutati dal primo, a recuperare la cena perduta allo Stregone che, magia, non chiude mai.

Sannazzaro de Burgondi - 14 ottobre 2017

All’ombra di una cena (tra amici) che ancora non decolla, si apre la nuova stagione di repliche ed inediti del Gruppo. A spalancare i battenti spetta ai Chirurghi, che spolvererà il palco di Sannazzaro de Burgondi, che con noi apre sipario e rassegna.

Lasciamo quindi Pavia alle spalle, vento nei capelli, sole negli occhi, per raggiungere quella piana che risplende tersa di giorno, in un’estate che ancora non se ne va per trasformarsi fumosa di nebbia di notte.

Ma la notte ha da venire, e l’energia del rinnovato debutto che olia ingranaggi fermi per ferie da quel dì, insieme al tepore di un tiepido autunno, ci regalano serenità, metodo e spensieratezza.

Ad accoglierci il Sociale, pezzo di storia del teatro (architettonico) della cittadina, e Giovanni e Carlo, pezzi di storia del teatro (umano) locale; il primo per gestione, il secondo per azione scenica.

Un’occhiata al palco che lo scorso anno ha ospitato la cena, e subito ci torna alla mente l’ampio proscenio ed un sipario tanto arretrato da essere inutile ingombro.

Ma si monta senza fatica. L’estate non ha cancellato sequenze e compiti e tutta la scena tutta, trovo posto sull’ampia piazza che ora attende solo gli attori, alcuni ancora in viaggio, altri ancora negli stanchi panni dei montagisti.

Quando il profumo della pizza già riempie l’aria, fa capolino il lento zoppicar del regista che, galeotto fu lo spettacolo, reduce da operazione e degenza per gotta (si, solo gotta), lentamente sta riconquistando mobilità e palcoscenici.

La pizza è quella ‘convenzionata’ dello scorso anno. Stessa lentezza, stessa indecisione, stessa pizza che sembra buona al primo boccone ma che poi già stanca al terzo per ‘pesantezza’. Unico vezzo, l’assenza sentita ed immotivata, del cameriere agghindato da prima comunione che lo scorso anno ha saputo far parlare di se!

Nei camerini, l’aria ha mantenuto, per fortuna solo sfumata, la stessa fragranza dello scorso anno, rendendo quindi meno traumatico l’impatto postprandiale con il palcoscenico. A compensare il sapone dei bagni di sala che, ad ogni utilizzo libera profumi che potrebbero rinfrescare una intera discarica.

Il nostro tecnico si posiziona in sala, il pubblico, abbastanza numeroso, prende posto, noi indossiamo i nostri abiti senza trucco e senza inganno, e dopo un’esitante presentazione della qui pro quo loco locale, che si arrotolata in un discorso che non riesce a sbrogliare, si parte.

Ricalchiamo quello che spesso accade alla ripresa dei lavori dopo una lunga pausa. Lo spettacolo perde forse, in modo quasi inafferrabile, un po’ di ritmo, ma ne guadagna in interpretazione e misura. Qualche piccola incertezza dovuta ad improvvisi bui che qualcun altro toglie tempestivamente dall’ombra, senza lasciare tracce o intaccarne il ritmo.

Il pubblico si diverte. Tanto. Su tutti le risate di alcuni ragazzini in sala che seguono attentissimi le vicende sul palco, come fosse un film, ma dal vivo.

E gli applausi che alla fine chiudono lo spettacolo, e che non vogliamo fermare, sono tanti e fragorosi.

Il regista si prende la sua dose zoppicando fino ai piedi del palcoscenico, ancora non è pronto per salirne le vertiginose altezze. Violiamo la sua privacy raccontando la sua gotta. La parte delle emorroidi spetterà al tecnico, che si ridesta dal torpore dell’ennesima replica e si diverte con noi.

Scopriamo che la rassegna ha anche una sfumatura agonistica. Si vota dal 5 al 10 per eleggere quello che a fine stagione risulterà il miglior spettacolo ad insindacabile giudizio del pubblico. Ci divertiamo ad infarcire di ‘10’ il piccolo epitaffio di chiusura spettacolo per colpire in modo subliminale, ma poi neanche tanto, l’intenzione di voto dei presenti.

C’è chi parte subito per la maratona del giorno dopo nella patria del culatello, e c’è chi smonta.

Come concludere? “Buona la prima”.

Carugate - 21 aprile 2017

Si gioca in casa. Per una replica pensata per il sociale a sostenere gli eredi di un disastro nucleare che ancora oggi non siamo riusciti a cancellare.

Il tragitto tra box e palco è praticamente nullo, ma riusciamo ad azzerare il fattore campo con un ritardo che impegni lavorativi, barbe e brufoli riempie di ragnatele il furgone aperto su una inutile attesa.

Poi finalmente le braccia, tanto attese, a caricare più di getto che con giudizio.

Per ammortizzare il tempo bruciato dall’attesa si monta prenotando gli ultimi biglietti di una sala che va riempiendosi e raccogliendo, tra presenti ed assenti, la comanda per le pizze che, rispolverando sane e vecchie abitudini, si consumeranno in piedi nel foyer del teatro.

Missione compiuta.

Il palco si traveste di noi, nel miglior colpo d’occhio che questa scenografia possa dare, perché qui pensata e qui nata.

Nel frattempo il cerchio magico si ricompone, e tutto è pronto per la pizza allargata ai tecnici di tutti i tempi e di tutti li spettacoli. Su di noi, come una nuvola, vaga lo spettro di Massimo Renga, nato da una gaffe radiofonica di Leslie, che ci regala una attesa di battute e risate. Sotto di noi, presenza fisica ma silenziosa, il fotografo della Fondazione Veronesi, che inanella una serie infinita di scatti a testimoniare la vita, ora serena, di ha sconfitto il cancro ed è tornato a vivere con nuova linfa.

Le prime e ultime indicazioni all’associazione a cui abbiamo destinato lo spettacolo e che dovrà gestire l’accoglienza e liberare posti prenotati dal troppo ottimismo e ci prepariamo, con rinnovata emozione, a ripercorrere il nostro palcoscenico.

La sala si riempie, ma non del tutto. Qualche posto vuoto in piccionaia non consente di registrare il tutto esaurito. L’affluenza è comunque di quelle da grande occasione e tra il pubblico, oltre ai soliti fedelissimi, ci piace scorgere tanti sconosciuti, che rendono più vero lo spettacolo.

Due parole due, di circostanza, offerte dal giovane sindaco e si parte.

Trattenuti.

Qualche incertezza supera l’esperienza e fa scricchiolare le prime battute dello spettacolo, che poi si scuote dall’emozione imposta dal palco di casa e trova finalmente vigore e determinazione. Cura e dettaglio. Senza soste. Senza più incertezze. Per esplodere negli applausi finali e nella pioggia di commenti che il pubblico ci farà trovare all’uscita.

Soddisfatti di una serata che ha stregato anche il fotografo, rimasto fino alla fine nonostante i diversi propositi, palco e sipario lasciano il posto a pane e salame. Stessi colori altri sapori. un buon rosso allarga i sorrisi. E si brinda al compleanno del Dottor Connolly, che raggiunge il mezzo secolo, e a noi, che stiamo bene insieme. Da un secolo.

Lissone - 17 marzo 2017

Il venerdì è un giorno storicamente critico, perché sulle spalle della messa in scena amatoriale gravano le fatiche professionali della settimana. A questo venerdì si aggiunge il beffardo 17. E per non farci mancare nulla, al viola dell’orologio di Mortimere, per sfidare spavaldi la sorte i tecnici aggiungono ripetuti e ripetuti e ripetuti passaggi sotto la scala che, aperta per rifinire il puntamento dei fari diviene subito amplificatore di mala sorte.

Si! “I tecnici”. Due. Oggi abbiamo la fortuna di avere in forza quattro braccia. Roba non da poco considerato il poco tempo e la stanchezza della settimana già declamata in apertura. Al glabro Meme contrapponiamo il messianico look del Mattia.

Al via mancano però i camalli e, persi i rudimenti del carico, finiamo di caricare i pannelli senza assicurarli con le funi della tranquillità, costringendoci ad inventare un inedito gioco di incastri che ci consenta di arrivare alla non lontana meta, in sufficiente sicurezza.

Lissone la meta. Il tabellino parla di pochi chilometri che diventano tanti minuti per il traffico dell’ora di punta. Ma siamo puntuali, nonostante la ZTL che, aperta solo al furgone, costringe gli attori al cimiteriale parcheggio, che la luce del sole ci trasmette vivo ed accogliente. In vociante processione raggiungiamo il teatro che ha già ospitato una nostra cena in un lontano passato e che solo l’apparire della piazza prima e della sala poi, riportiamo finalmente a galleggiare nel mare dei tanti ricordi di palchi trascorsi.

La sala è piccola ed accogliente, ricavata in uno spazio che ha la struttura del teatro e un anima da auditorium. Anche il palco non abbonda in dimensioni, regalandoci la soluzione minimal che prevede di allestire solo il fondale della scena, riducendo fatiche e tempi di montaggio e promettendo altrettanto alla fine dello spettacolo. E tutto fa gioco alla scommessa tra attori che si possa essere di ritorno per le 12.30. Oggetto del contendere, manco a dirlo, la birra dell’attore.

E mentre i tecnici regolano fari a vertiginose altezze, gli attori si dividono tra montaggio, caffè e sigarettine, finendo con provvidenziale anticipo per gongolarci, senza fretta, verso la pizzeria che divide la piazza con il teatro.

All’aperto c’è chi tira calci ad un pallone e chi tira altro, riempiendo aria polmoni di densa leggerezza.

Al “Civico 36” l’atmosfera è simpatica e rilassata. Molto rilassata. Troppo rilassata. Con calma si prendono le comande direttamente sullo Smartphone, e con calma le comande troveranno posto sul tavolo. Ma abbiamo tempo, e se accorge anche il nostro tecnico che evita di scandire il passare del tempo con le abituali esortazioni alla smossa. Le pizze, con impasto salutare approvato anche dall’associazione nazionale dei medici salutisti, sottili e gustose trovano l’approvazione di tutti. Gli gnocchi, affogati nell’amaro liquido ella mozzarella di bufala, saranno sicuramente anch’essi salutari. Fossero anche commestibili sarebbe meglio.

Si torna in teatro dribblando led che esplodendo dal pavimento, colorano l’aria della piazza uccidendo la vista e il buon gusto.

Ci prepariamo tra effluvi che abbattono barriere e concimano i camerini, mentre il pubblico viene tenuto a bada, fortuna loro, fuori dalle porte della sala fino alle 20.45 e oltre, discutibile ma oggi provvidenziale scelta dell’organizzazione.

Due gocce di camomilla nell’occhio del sergente che non da tregua e che promette battaglia, breve preambolo alla mezza sala accorsa e sparsa in platea, e il sipario spalanca al pubblico uno spettacolo con un bel ritmo, qualche scivolone ben gestito e qualche eccesso interpretativo che non scalfiscono le risate che ci accompagneranno, fragorose, per entrambi gli atti, costringendo il Mattia ad interrompere la preparazione dell’esame di acustica per le troppe risate che suo malgrado è costretto a condividere con la sala. Lo ritroveremo in galleria rassegnato a rimandar lo studio ad altra data.

Gli applausi finali, che lasciamo scorrere come mai sino ad ora, si chiudono con gli auguri a sorpresa alla nostra Rosemary che oggi festeggia, fuor di personaggio, l’onomastico che profuma d’Irlanda.

Si smonta veloci per numero di tecnici (tanti) e di pannelli (pochi), senza sentire la mancanza di Connoly intento a condividere i racconti di una vita con amici che non vede da una vita, ignaro intralcio al deciso defluire degli oggetti di scena. Per accorgersi, a giochi fatti, che il palco sgombro suona la campanella della ritirata, costringendolo ad un veloce cambio d’abito per saltare sul camion in corsa già in rotta verso casa.

E si perde, lui per disattenzione altri per scelta, la birra di Desio che chiude di buon grado un venerdì 17 che abbiamo saputo sconfiggere, nonostante tutto.

Sono le 12.15… scommessa vinta.

Ceriano Laghetto - 21 gennaio 2017

Al peggio, è proverbiale, non si pongono limiti. A Ceriano Laghetto, che oggi torna ad ospitarci, sappiamo aspettarci la fatica di una agevole ma antipatica rampa di scale che, ben digerita dalla Scommessa dello scorso anno, si presenterà più ardua e faticosa con l’ingombrante e a tratti pesante scenografia dei Chirurghi.

Ma era tra le clausole del preventivo.

Quello che non avevamo previsto era la defezione dei più per una influenza fulminante e dilagante che costringe gli attori al palco ma non al facchinaggio. E anche qui, in fondo, possiamo ancora cavarcela. La “…cerchia che si restringe fino a diventare un cappio…” la scopriamo solo in loco, quando una importantissima partita di calcio, in gioco le sorti del mondo, non ci consente di raggiungere la tanto agognata rampa di scale, ma ci costringe a dribblare i tifosi (più attenti alla chiacchiera che alla partita) attraversando un interminabile portico che sfianca le poche forze a disposizione.

A parziale consolazione un palco che per scarsa profondità riduce il numero dei pezzi da portare a destinazione. E un ascensore che ascende, ma solo la minuteria.

Portato tutto il carico a destinazione e ripreso il fiato lasciato sul tragitto, è fin troppo agevole il montaggio e quasi senza accorgercene la scenografia è incastonata.

Aspettiamo gli attori che mancano all’appello, riserviamo i posti al folto gruppo di amici che passeranno la serata con noi, diamo nuova sede alla sedia a rotelle, ridotta a brandelli dal tempo, e siamo pronti per dare sfogo alle fauci all’Osteria San Giuseppe, che, gradito il pensiero, si accorgerà, a distanza di un anno, del nostro ritorno. Come noi ricordiamo un servizio lento ma curato che centellina le buone pizze. A condire le pietanze i racconti del tecnico aggiunto, da due giorni tornato da un'India che ci srotola sulla tavola a suon di fritto misto (giusto per riprendere confidenza con la cucina nostrana).

Tagliamo il freddo, che si è fatto buio e gelido, tornando in un teatro che aggiunge qualche grado alla temperatura esterna, ma non abbastanza per raggiungere la sufficienza. Si fa quindi veloce il cambio d’abito che a tratti, più che cambio si fa aggiunta. E non si scalda (di pubblico questa volta) neppure la sala che resta deserta per popolarsi in zona sipario di un manipolo di avventori, la metà noti, che si sparpagliano sugli spalti nel vano tentativo di fare volume.

Il sipario si apre lento, molto lento, offrendo anche agli attori la landa della platea, senza però scalfire concentrazione ed entusiasmi. E in scena cala un primo atto ineccepibile. Il pubblico gradisce. E rumoreggia, convinto, con un sostegno che moltiplica le presenze e copre i piccoli sussurri degli attori dietro le quinte che, per una strana conformazione del palco che amplifica e trasporta le voci, si fanno grandi in scena.

Perde convinzione il secondo atto, più caotico, meno pulito, con una girandola di nomi che arrivano a scalfire quelli propri degli attori. Ma la platea è ormai annegata nella trama e si lascia trasportare dagli eventi ignara delle sbavature.

Menzione particolare per il presidente del consiglio d'amministrazione che, imbeccato tra un morso di pizza e l'altro, gonfia di autorità e rigore il personaggio, e per la Caposala Flint, che riesce ad esprimersi ai soli alti livelli nonostante le energie al limite.

Ci gustiamo gli applausi dei presenti che si chiudono su un impacciato siparietto dell’organizzazione che, imbeccata per sottolineare con una targa i 50 anni del protagonista, finisce per augurare un futuro senza la durata e lo splendore del passato. Obbligato il rito scaramantico.

Salutato il pubblico vero, si festeggia il mezzo secolo con quello amico, a suon di candeline, strudel, cartellate e bollicine.

Disubbidiamo l’arbitro e una veloce corsa sulla fascia destra del campo permette (questa volta sì!) al camion di raggiungere le scale che portano al paradiso attraverso un purgatorio meno duro e, forti anche nel numero, rispediamo la scenografia al mittente.

Gattinara - 14 gennaio 2017

Giro di boa. E la seconda parte della stagione si avvia con rinnovato entusiasmo per la ripresa dei lavori e l’ombra ancora densa e lunga del lutto che ha colpito la nostra regista, e tutti noi, che fatica a diradarsi.

Ad attenderci, le braccia aperte di Gattinara, che al calore dell’incontro, aggiunge aria frizzante e leggera e una spruzzata di bianca neve che rende suggestiva la trasferta senza dare noia al viaggio.

L’ultimo miglio lo percorriamo attraverso due ali di manifesti che annunciano lo spettacolo della sera. E ci piace.

Il furgone si fonde con il palcoscenico in un tutt’uno che rende indolore, quasi piacevole, il montaggio delle scene, sempre più bisognose di un ritocco che le riporti al decoro del ruolo, mentre la quota rosa del gruppo vaneggia al dovere, il piacere dello shopping.

Mezz’ora di chiacchiere e cazzeggio dove si mettono le basi di future fatiche e guadagniamo il ristoro da MI&CEL, gastronomia con cucina con cui avevamo concordato un leggero menu a base di affettati, polenta e spezzatino, con una più leggera alternativa solo per chi ha fatto scelte animaliste. Tutto gustoso, abbondante e, per i soliti noti, con il prevedibile raddoppio. Nessuno ha lasciato.

Si torna in teatro attraversando il cuore della bella cittadina, ora gelida e deserta, che al fascino dell’antico borgo ha affiancato una avveniristica fontana in vetro e luci cangianti.

Abbiamo il tempo per riportare con calma alla luce i nostri personaggi, tra improbabili film a base di aragosta, e siamo in scena, curiosi di misurarci, ancora una volta.

Sul palcoscenico lo spettacolo ci pare lento, a tratti frenato, più pensato e misurato che istintivo.

Dalla platea risate e partecipazione oltre ogni aspettativa.

Un faro decide di farsi luce sugli altri, spegnendosi, imponendo una zona d’ombra laterale e tutto sommato marginale che toglie simmetria senza rovinare lo spettacolo.

Raccogliamo il plauso, la simpatia e il calore di pubblico e organizzazione ancora incerti del vero esito dello spettacolo. Saranno la critica del nostro intransigente tecnico e il parere degli amici al seguito, anziani ormai di tante repliche, a confermare la qualità di uno spettacolo che è stato forse meno divertente per noi, intenti a colmare con l’attenzione la pausa di qualche mese, ma più gradevole per il pubblico, che ne ha apprezzato il cadenzato ritmo e la giusta intenzione.

Dipanate anche le ultime ombre sulla prestazione e dedicato l’applauso anche alle Meme’s Angels, si ripiega l’intera scenografia sul furgone con la stessa leggerezza del pomeriggio.

Allo scoccar della mezza, ritrovate le disperse ragazze trasformate in comari nella sauna dei camerini, si lascia il bianco di Gattinara con la promessa di tornare con un nuovo lavoro, per loro e per noi.

Nei giorni a venire scopriremo se saremo in grado di mantenere la promessa.

Milano, Cine Teatro Maria Regina Pacis - 5 novembre 2016

Giornata che si preannuncia in salita per il numero di incognite che rendono di improbabile soluzione l’equazione.

Oggi cambio di tecnico. Non perché lo storico, a furia di false testimonianze, ha deciso di convolare, ma solo per consentirgli una pausa tra i mille impegni, sempre teatrali, del periodo. A sostituirlo, la preparazione, l’energia e la disponibilità di Stefano, boss della Scommessa, che in un attimo prende in pugno la situazione e ci regala serenità. Incognita risolta.

Se cambia il tecnico, cambia anche il furgone. Ci siamo mossi un po’ in ritardo con il noleggio, e a disposizione ci resta un passo lungo che, a dispetto del nome, offre una importante percentuale di possibilità di carico in meno. Alla vista del furgone sembrerebbe impossibile sistemare tutto il necessario in uno spazio che sembra così angusto. Ma… basta un poco di zucchero… e con studiata organizzazione di spazio e modi, ci troviamo increduli, con spazio in sovrappiù, rendendo sin vano il sacrifico dei due pannelli rimasti a terra. Incognita risolta.

E poi il tempo. Quello atmosferico. Da questa mattina un cielo gonfio a perdita d’occhio sembra voler scaricare tutto l’inizio d’autunno sul nostro spettacolo. Piove. E tanto anche. Ma smette ogni volta che carico e scarico devono dare seguito allo spettacolo. Graziati. L’unica acqua che prendiamo sarà nel breve tratto da pizza a palcoscenico. Ma ci sta. Incognita risolta.

Infine il tempo. Quello a disposizione per caricare, andare, scaricare, montare, provare, mangiare e finalmente andare in scena. La meta non è lontana ed il palco noto, ma siamo costretti a partire oltre le previsioni per impegni di tecnici ed attori su altri palchi. Ma tutto si incastra alla perfezione. Il traffico scorre. La squadra lavora bene e abbiamo tempo da dedicare a chiacchera e cazzeggio prima della sosta ristoro. Incognita risolta.

Tutto si mette quindi al meglio nella replica di Milano, dal Baffo, dove riproponiamo quei Chirurghi che lo scorso anno, le pieghe della vita, ci hanno costretto a sostituire con la Scommessa.

E piacevole è la pausa che ci prendiamo, deposti gli attrezzi, aspettando il fonico di sala, per gli ultimi check tecnici, che si limiteranno ad una prova di volumi e potenza di luce per scoprire che tutto è già tarato per il nostro miglior uso e consumo.

Al San Giorgio, dove sacrifichiamo il trancio del vicino Bonola - che ci ha nutrito nelle precedenti venute - con una pizza tradizionale consigliata e convenzionata dal Baffo, ci buttiamo senza fretta su una pizza gustosa in mille varianti e una arrabbiata degna di nota, anticipate da una gradita bruschetta che inganna alito e attesa. Il servizio lascia un po’ a desiderare per lingua, velocità ed organizzazione ma, anche se non arriva la piantina di basilico sulla pizza di Leslino, si può soprassedere.

Sotto una pioggia battente, torniamo ai nostri camerini, una volta tanto ampi e spaziosi, e passeggiamo a sgranchire l’attesa, nei corridoi che tanto ricordano, per luci e colori, quelli di un vero ospedale, accelerando la metamorfosi. Che deve decantare, sul rumoroso palcoscenico, ad assorbire un ritardo che, al quarto d’ora accademico deve aggiungere il puntiglioso intervento del baffo, incollato al microfono, che introduce spettacolo e stagione.

Sull’ultimo dittongo del padrone di casa, parte la musica, e la luce invade il palcoscenico dando voce ad uno spettacolo che ritrova fluidità e smussa gli spigoli del debutto stagionale, a discapito di nomi, cose, colori e animali che si ritrovano improvvisamente frullati in un casuale abbinamento di sostantivi ed aggettivi che potrebbero compromettere l’attenzione del pubblico. Eroe della serata il dottor Mortimere, che si aggiudicherà il premio ‘Parole in libertà’.

Raccogliamo gli applausi che distribuiamo a regia - presente - e tecnico - perfetto - e subiamo, per aggiungere ritardo a ritardo, un’estrazione di 3 bottiglie che aggiunge un atto allo spettacolo.

Un saluto ad amici inaspettati che scorgiamo in sala al riaccendersi delle luci e, dribblando le ragioni del si e del no di un referendum ancora pieno di ombre, corriamo contro il tempo a smontare e viaggiare a ritroso contro il tempo per non mancare alla birra che chiuderà serata e fatiche.

Ma l’ora è tarda e il Sayonara non aspetta. Consumiamo così il rito in piedi, con le birre sopravvissute alla fragile borsa, tra rutti gentili e risate.

Resta l’ultima incognita, di pubblico e giuria. Che decreteranno, a fine mese, i vincitori della rassegna. Ma questa incognita non possiamo risolverla.

Brugherio - 29 ottobre 2016

Tempo di ripartenza anche per “I Chirurghi”, e per evitare un inizio troppo brusco si parte da uno sputo da casa, Brugherio, che fa altra provincia ma un solo ponte ci separa.

Neanche il tempo di scaldare i motori e provare a fare due chiacchiere in auto che siamo a destinazione.

Ad attenderci un auditorium comunale di rara bellezza che ci sorprende per arredo e infrastruttura tecnica. Di nome auditorium, teatro di fatto.

Si va in scena per l’associazione “La lampada di Aladino”, che ha sostenuto la nostra infermiera Tate nel travaglio dell’ultimo anno e ora tocca a noi, con piacere, ricambiare.

Al palcoscenico non manca nulla se non qualche metro in più, siamo così costretti a imbastire una scenografia inedita, un rettifilo di finestre-porta-pannelli che ci dà qualche filo da torcere quando dobbiamo garantire stabilità e resistenza al tutto. Ma esperienza insegna e le difficoltà sono limiti che superiamo agilmente divorando tutto il tempo a nostra disposizione.

Salutiamo il tecnico ombra di sala, muto e senza intraprendenza ma sempre presente, per volare allo Stregone, che vanta la fama di miglior pizza di Brugherio, confermata dai fatti. Tecnico e promessa consorte, messosi in pari con Dio, pensano ora allo stomaco e ci raggiungono quando il nostro boccone è già per via.

Si torna in teatro con il primo pubblico che fa capolino in sala. Ci rinchiudiamo nei lunghi e stretti camerini, soffocanti ma completi di ogni sevizio, dove, oltre che con il poco spazio, dobbiamo fare i conti con un ricordo diversamente profumato di un donatore anonimo.

Due parole da parte del presidente dell’associazione per dare un senso alla serata, e si parte.

Lo spettacolo, nonostante la forzata pausa estiva, non ha perso di smalto e ritmo, ma a tratti suona spigoloso, arrugginito e meno fluido di come dovrebbe scorrere. Sostituisce inedite battute a quelle previste dal copione offrendo, almeno a chi ha già visto più volte lo spettacolo, un testo nuovo nella forma se non nella sostanza e imponendo agli attori in scena il brivido dell’ignoto.

L’apertura di una inchiesta sulla caposala Flint chiude la serie degli inediti anticipando di un soffio la chiusura del sipario ed il lungo applauso di un pubblico caloroso e generoso che sin da subito riempie il teatro di risate sonore e divertite, che a malincuore interrompiamo per il doveroso ringraziamento a regia, assente, e tecnico presente, ormai abituato all’annunciata promessa ufficiale di nozze.

Un pensiero commosso dell’infermiera Tate che racconta il suo percorso iniziato un anno fa che le ha permesso di sconfiggere la malattia e continuare a vivere, serena, meglio di prima.

La serata volge pigramente al termine. Ma il tecnico ha tramato, e per una volta veste i panni di una regia tanto gogliardica quanto stupefacente. Con la complicità degli attori e con la scusa di improvvisarsi fotografa, la vera moglie di Mortimere viene chiamata sul palco (mai si sarebbe piegata altrimenti alle luci della ribalta).

Una zanzariera si trasforma in un credibile velo da sposa. E le copre il capo.

Due gerbere di plastica diventano il necessario bouquet. E se lo ritrova in mano.

Il prete c’è, è di scena.

Un coloratissimo anello porta smalto diventa la fede della promessa. E Mortimere, più sorpreso che cosciente, lo infila al dito della sposa.

I testimoni tutti gli attori sul palco.

E la marcia nuziale, che riempie ora la sala, fa da sottofondo alla rinnovata promessa di matrimonio, segreta questa estate, ora presentata al mondo, su un palco, luogo di finzione, che oggi consuma e ripropone la realtà.

Non mancano i confetti, che faranno il giro di pubblico e sala. Ce n’é per tutti.

Colpo di scena gradito ed inaspettato che ha tinto di rosa e risate l’apertura di stagione della commedia.

Si scarica, in un silenzio ormai provetto, nel buio della notte. E solo dopo il dovere gli sposi potranno offrire il piacere di confetti e birra al Sayonara, sempre più abituale chiusa, con qualche grado di buon umore, delle nostre repliche.

Cologno Monzese - 13 maggio 2016

Canto del cigno per una stagione che speriamo abbia anche la magia dell’araba fenice per risplendere, risorta, dopo la pausa estiva.

Inizia tutta al maschile con la fatica di poche braccia per troppe scene, in un venerdì indeciso tra sole e nuvole. Ad alleviare lo sforzo arriva Meneaux, rubato alle lenzuola di altra commedia per fare la differenza anche dietro le quinte. Al teatro, dietro l’angolo, arriveranno sparsi, per tempo, tutti gli altri. O quasi.

Il teatro è un cantiere, dentro e fuori le mura. Si salvano le poltroncine e il foyer, che, come una pennellata di trucco, accolgono lo spettatore in ambiente smentito poi da palco provvisorio e camerini tanto nuovi da non essere ancora agibili.

Il vizio, che ha contagiato anche gli edifici vicini, ci costringe a spostare un cantiere per permettere al furgone di arrivare ad umane distanze dal palcoscenico, che forse per esercizio di stile, assomiglia più ad un ponteggio.

Ma tutto è facile, e svelato il piacere dell’obliquità che la nostra Jane Tate cela al mondo, pezzo dopo pezzo si compongono scena luci e suoni, facendoci apprezzare il lato positivo della struttura. E poco importa se non ci sono neppure le tracce di un sipario o se l’accoglienza del tecnico locale può essere definitiva eufemisticamente ‘burbera’.

E mentre diamo voce ad un articolo che vede protagonista la doppia vita di Mike e scegliamo a fatica una pizzeria in una landa più dedita al riposo che ai piaceri della tavola, chi dall’ufficio chi dall’ospedale (quello vero) il gruppo si ricompatta tutto. O quasi.

Per sentirci a casa, e perché senza vera alternativa, ci affidiamo alla pizzeria Ginestrino, uno strano locale tra appartamento e sottoscala illuminato dalla gentilezza e disponibilità dei gestori.

Tiene banco una sconsolata Rosemary Mortimere che in un sol colpo si scopre suocera e, caramba che sorpresa, con consuoceri in sala, servendo un piatto ai commensali che il prepartita riempie di facili riferimenti che rendono indigesto un boccone che poteva essere solo amaro.

La caposala Flint stupisce tutti stabilendo un nuovo record nella scelta della pizza e lasciando il suo spirito libero di possedere una Jane Tate che, tra storie di ordinaria molestia salvate da una doccia liberatoria, fa e disfa pizze togliendo e aggiungendo ingredienti in libertà, senza intaccare una pizza non eccelsa ma degna di menzione.

Si torna al cantiere e ognuno prende il proprio posto. Tecnico in balconata per una regia con il brivido della vertigine. Attori tra le polveri di uno spogliatoio con più docce che panche. E pubblico che pigramente prende posto in sala, ignaro dello squallido retro palco. Tra loro molti amici che la poca distanza ha costretto al seguito.

E si va in scena con una marcia in più, sostenuti da un pubblico che rumoreggia divertito sin dalle prime battute sostenendo vigoroso personaggi caratterizzati al punto da rendere pericolosamente incontenibile la risata del pubblico oltre la quarta parete. Ci siamo divertiti. Entrando, personaggi ed attori, in uno spettacolo allestito forse più per noi che per il pubblico.

Gli applausi finali si sfumano di commozione per sottolineare le rose che Silvia riceve sul palco. Lei sa perché.

Un rosè della vicina Franciacorta annaffia il compleanno di chi, attrice nella scommessa, oggi ha fatto da spettatrice per festeggiare con noi un calendario da oggi un po’ più pesante. Rallegrando con un po’ di vita la tristezza dello spogliatoio mentre il nostro tecnico, avido di sonno, smontava la scenografia e montava di rabbia giustificata da una disponibilità che non è mai venuta meno.

Una bella serata di fine stagione, in somma, dai colori caldi e accesi che mitigano la tristezza di una saracinesca che si chiude su un’estate libera di impegni e rende, almeno per ora, meno sofferta l’attesa che tutto riparta.

Cairate - 5 marzo 2016

Giornata più indicata per programmare la costruzione dell’arca che una trasferta teatrale. Dal cielo secchiate come non ci fosse un domani e in preventivo abbiamo messo k-way e tanta tanta tanta acqua.

Scopriamo poi che le brevi tregue degli scrosci sono state programmate contemporaneamente ai nostri orari di carico e scarico scenografia, riducendo così l’umidità al minimo sindacale.

Ci aiuta anche l’accesso al palcoscenico del bel teatro di Cairate che per la prima volta darà alla luce un nostro lavoro e che ci accoglie, dopo aver scorrazzato per il parco della casa del curato, attraverso una breve scala scivolosa di pioggia ma comoda e breve.

E accogliente è anche la compagnia Kayros, che gestisce lo spazio, esperta di musical e squisita disponibilità, che subito ci fanno sentire a casa.

Si monta agevolmente, a ritmi serrati ma non febbrili, con un tecnico in grande spolvero, quasi voglia recuperare nelle poche repliche che quest’anno ci ha dedicato, tutte le sferzanti battute che normalmente diluisce nel tempo.

Sparpagliamo le nostre cose negli accoglienti camerini lasciando il tepore del camerino più intimo alle signore, tanto si cade comunque in piedi.

Qualche foto con il teschio di scena, a cui diamo nuova vita e vitalità e siamo pronti per la cena, che riusciamo ad anticipare di qualcosa rispetto alla normale tabellina di marcia. Destinazione il modesto Bar Ristorante RIO che raggiungiamo con macchine che parcheggiamo a fatica. L’atmosfera è informale e famigliare. Le pizze servite con il contagocce bruciano in un attimo il tempo rubato al montaggio. La pasta, fuori menù e cucinata a comando… da evitare. A rendere indimenticabile il momento, però, ci pensa il consueto siparietto della caposala Flint che dopo aver interrogato il cameriere su tutte le possibili combinazioni di ingredienti ripiega sulla solita sempiterna rucola e olive nere che il cameriere scolpisce sfinito sulla pietra della comanda. E mentre il tecnico viene tenuto in ostaggio in bagno, tre eroi si azzardano ad ordinare il disco volante : due pizze una sull’altra con in mezzo… ingredienti a piacere. Tacciamo per rispetto il nome degli ingordi che porteranno a termine, indomi, l’impresa.

Acceleriamo sul caffè, alla rucola e olive nere per la nostra Flint come doverosa rivincita del cameriere, scoprendo da una locandina affissa nel locale i nostri volti e l’orario di inizio : 20.45 che incombono minacciose sul tempo che resta prima di andare in scena.

C’è giusto il tempo di prepararsi mentre il nostro tecnico scandisce il passare veloce di ogni minuto, felice di anticipare l’inizio e quindi… la fine.

Ci tuffiamo negli abiti di scena mentre la sala aggiunge alla prevendita qualche avventore in più.

Un saluto a Don Basilio che interrompe il riscaldamento vocale con i progetti passati e futuri della sala e che fatica ad andarsene…. e siamo in scena.

E mentre il regista veste i panni dell’autore per un gemellaggio per caso in quel di Firenze offriamo al caloroso pubblico che subito entra nei meccanismi del testo, uno spettacolo quasi perfetto, per ritmo, tenuta e intenzioni. Da annoverare forse una piccola indecisione, quasi anche a noi sfuggita e che quindi preferiamo tacere.

Sugli applausi, il nostro tecnico oggi onnipresente, rinnova la promessa di matrimonio strappando controvoglia un personalissimo applauso, che in fondo gradisce.

E salutiamo Cairate, respirando attenzioni ed ospitalità anche due fari improvvisati che illuminano e agevolano la rimessa della scenografia. Ed abbiamo già voglia di tornare su questo palco.

Brescia, Teatro Pavoni - 23 gennaio 2016

Freddo il sole e freddi i colori che ci accompagnano nell’inedita trasferta di Brescia, ad interrompere un digiuno di oltre 10 mesi di questo spettacolo, forzato dalla malattia di Jane che oggi proviamo a buttarci alle spalle, vero successo della giornata. Il resto sono dettagli.

A preparare il debutto solo due mezze prove che dovrebbero colmare il silenzio di mesi. Ma non c’è tensione. Su tutto vince il buonumore del “comunque vada è già un successo”.

Qualche incertezza e qualche attenzione in più nel riempire un camion che, a lavoro finito, scopriamo meglio arredato di altre volte. Poi un’ora di chiacchiere, in macchina, per arrivare senza intoppi a ridosso del centro città, Teatro Pavoni, anticipando di un soffio anche chi dovrebbe aprirci ed accoglierci.

Il piacevole tepore che ci avvolge all’apertura delle porte ci fa digerire anche le ripide ma tutto sommato comode scale che ci portano, scendendo, ai piedi del palco e mettiamo in moto quella macchina di organizzazione e ritmo cadenzato che questa scenografia non impone ma apprezza. Fino a rasentare la follia nel maniacale allineamento di viti e farfalle in una disposizione più da sala operatoria che da catena di montaggio.

Percorriamo i sali scendi di un teatro che ha solo falsi piani, fino al compimento dell’opera.

Abbiamo il tempo di incollare qualche pannello che l’inedia ha usurato, scattare qualche sequenza di un gruppo finalmente al gran completo anche nell’abbigliamento e riuscire a giocare d’anticipo sulla cena, per guadagnare quel quarto d’ora che l’organizzazione ha deciso di rubare al canonico fischio d’inizio.

7 minuti ci separano dalla nostra cena, che percorriamo compatti ed in perfetta media, guidati dal gps. Ad accoglierci alla Pizzeria Amalfitana, al momento tutta per noi, Antonio e l’innominata moglie, nei cui gesti leggiamo le abitudini ormai stanche di una vita spesa tra i tavoli. Il servizio è veloce. La qualità non merita menzione, complice forse il fatto che il nostro arrivo ha rubato 10 minuti alla lievitazione. Di questa cena passera alla storia il forzato outing del nostro tecnico che imbarazzato ufficializza sotto tortura l’ingresso nella sua vita di Monica. E dopo aver pagato un onesto conto sfornato dopo un’eternità di somme e moltiplicazioni siamo pronti per ridare fiato alle trombe di questo spettacolo.

Trucco. Parrucco. Abiti. San Genesio. Pronti. Via.

Una serie infinita di marchette del presentatore ci fanno scalpitare per un buon quarto d’ora dietro il drappo rosso, con un incontenibile Leslie che non ne vuol sapere di essere recluso per buona parte del primo atto nel buio delle quinte. E finalmente un rumoroso cigolio si unisco, strumento aggiunto, alla sigla di apertura dello spettacolo.

La sala è quasi piena. Lo percepiamo, anche se non ne vediamo la coda.

Ne sentiamo il peso che ogni tanto si gonfia nel brusio divertito che accompagna le prime battute, senza però mai esplodere davvero se non verso la fine del primo atto, quando anche il pubblico cittadino, più restio all’abbandono dei sensi, si lascia rapire dal divertimento in un crescendo che colma l’iniziale timidezza. Per sfogarsi in un applauso lungo e pieno che non vuole smettere e che si fronzola di fischi ed urla quando sul palco appare una caposala Flint che con poche battute ma sempre ben dosate, riesce a calamitare l’attenzione e la simpatia del pubblico. Senza nulla togliere ad altri, menzione particolare per il professor Willoughby, che sfodera sul palcoscenico una presenza come mai.

Dall’interno doveroso annoverare una supposta ed un dottore mancati che hanno tolto ritmo e freschezza ad una messa in scena che ha comunque dimostrato di essere meno arrugginita di quel che poteva sembrare e che ha oliato e in alcuni casi rinnovato i meccanismi di uno spettacolo rodato.

Rubiamo il tempo agli applausi finali per presentare anche al grande pubblico il nuovo stato civile del nostro tecnico e i problemi gastrointestinali che hanno costretto a casa la regia.

E poi a ritroso i scendi sali del teatro per riportare a casa stanchezza e scenografia.

I fogli di sala segregati su un tavolino all’ingresso non ci consentono di raccogliere commenti scritti, ma ci accontentiamo del calore che accompagna la chiusura del sipario, che facciamo valere più di molte parole.

Oggi in scena c’era una parrucca in più, ma nessuno se n’è accorto. Ed è questo quello che conta davvero.

E passa in secondo piano anche un salto di carreggiata che archiviamo ridendo accecati dai fari della ragione, misurando solo dopo il pericolo corso.

Limbiate - 18 aprile 2015

“Quanto tempo era che non ci portavi in un teatro così?”

Oggi ritrovo direttamente a destinazione. Il camion, apparecchiato da ieri, non ha bisogno di manutenzione. E quando si spalancano le porte del Comunale di Limbiate queste sono le parole del nostro tecnico che, solitamente parco di lusinghe, scivolano senza drena da pensiero a voce. Un bell’anfiteatro comodo ed accogliente di 600 posti che sappiamo non riempiremo ma che ci fa sentire oggi meno amatori. E comodo ed accogliente è anche l’ampio pianeggiante palcoscenico, che raggiungiamo direttamente dal piano del camion. Minimo sforzo e massimo risultato, e senza fatica ed intoppi, a mediare quella del giorno prima, trasformiamo il comunale nel più sanitario ospedale.

Merito e plauso anche al tecnico del teatro, che, spirito italiano e capelli giamaicani, impersona un raro caso di perfetto connubio di opere e parole.

Pigramente aspettiamo il nostro tecnico che, tornato in terra da altezze non sue, esauriti puntamenti e complimenti, si concede un doppio passo con una compagna di danze provvidenzialmente in zona. E improbabili spettatori in attesa di essere catapultati sulla scena, ci accomodiamo in prima fila a provare a ricordare, senza riuscirci, improbabili film con attricette inutili.

Corsa alla pizzeria Belvedere, nella vicina Senago, mentre il sole lascia intimidito il posto a nuvole nere che sembrano minacciare la fine dei tempi, supplementari compresi. Ma qui “…per una serie di correnti, non piove mai…”, commenta un indigeno a cui, messo da parte lo scherno istintivo ed iniziale, dovremo a fine giornata riconoscere la ragione.

Alla pizza al trancio del Belvedere, eccezionale per velocità di preparazione, misurata simpatia del personale, gusto e leggerezza, perdoniamo l’attesa che, trovando le serrande ancora abbassate, ci impone al freddo di mulinelli d’aria che fanno volare foglie e fiori colorando un’aria che così profuma meno di apocalisse.

Affidiamo il sipario all’italo-giamaicano, forse parente stretto della Mema di Torino che trova subito gli ascendenti giusti con il nostro tecnico, e senza quasi accorgerci siamo in scena, lustrati a dovere, prima che trovi posto dietro al mixer, dall’ormai esperto visagista delle dive.

Siamo in scena concentrati, senza la stanchezza delle attività preparatorie che oggi abbiamo potuto limitare all’essenza, freschi della messa in scena del giorno prima e respirando l’atmosfera di un palco che, forse sopravvalutandolo, sentiamo importante. Mettiamo in scena uno spettacolo PERFETTO. Ogni altra definizione, descrizione, tentativo di particolareggiare rischierebbe di togliere merito a quanto rappresentato.

Il pubblico ha seguito attento. Alla sveglia si è destato e ci ha regalato risate ed applausi in luoghi tanto insperati da coglierci impreparati e sorpresi, preferendoci, commenti rubati tra le poltrone della platea, a spettacoli di più alto lignaggio, almeno per fama ed ingaggi, che ci hanno preceduto nella stagione che noi abbiamo chiuso.

Unico vizio l’assenza del regista che si è perso, preferendo i ricciarelli, una soddisfazione che sbiadirà più lentamente di altre.

La torta che tagliamo nei camerini per festeggiare l’ennesima luna del dottor Connolly, provocatoriamente agli amaretti, non scalfisce il dolce sapore della bella prova.

Segrate - 17 aprile 2015

Venerdì 17, preambolo che speriamo il nome dell’agenzia che ha acquistato il nostro spettacolo - Melarido – possa almeno in parte smorzare.

Giusto per iniziare, come data vuole, piove, pesante e bagnato. Ma forse, per farsi perdonare dell’acqua ancora non del tutto evaporata che ha inaugurato la stagione, si versa al bello, o al meno all’asciutto, giusto in zona carico.

E’ da tanto che non si porta in scena questo lavoro. Via dunque la polvere di mesi e ridiamo aria alla scenografia rattrappita da troppo tempo a poltrire. Solo quattro mani all’attivo ma con l’energia della chiacchiera e del buonumore arrediamo più che caricare il camion. Tutto trova posto in modo quasi elegante e i rinforzi dell’ultima ora ci permettono di finire il lavoro con pezzi più pesanti e ingombranti.

In un attimo siamo alla vicina destinazione che ha già ospitato questo spettacolo non molto tempo fa ma che hanno voluto, pubblico e organizzazione diversi, riproporre.

Sulla via del palco, tortuosa ma agevole, smantelliamo un bivacco e dribbliamo del cibo rispedito al mittente, e con misurata fatica, sotto sguardi e braccia conserte delle nostre donne al balcone, imposti a terra i pannelli più grandi che non possono trovare posto su un palcoscenico troppo piccolo, ricostruiamo la stessa scena di due anni prima ricalcandola da una foto dell’epoca.

I pannelli prendono posto tra collaudati doppi sensi, cantanti messi a dura prova da mani esperte e vibranti palle salterine, per lasciare finalmente spazio ad una più pacata cena al sacco dove si annientano pietre miliari del musical e si ipotizzano scommesse estive con parti di suocere in svendita alla miglior offerente.

Il caffè, discutibile quello al ginseng, è offerto in belle tazze che almeno ne esaltano l’aspetto.

Prima di tornare sulla scena, questa volta per rimanerci, un gatto per dimensioni più vicino al maiale ci prova con tutti, parenti e non.

Non ci aspettiamo molta gente, l’organizzazione è scettica e prova a tirare anche sul nostro compenso. Lo stupore risolve ogni dubbio quando scopriamo che, a ridosso del gong, la gente si riversa numerosa in sala, al di sopra delle prime funeree prospettive dettate dai pochi prenotati.

Affidiamo il sipario al sergente e siamo in scena.

La stanchezza della settimana e la forzata astinenza di mesi ci fanno qualche sgambetto inventando divieti di ingresso a destra, gestazioni quadriennali, cartelle cliniche che partono piene e arrivano vuote e nomi dei protagonisti sparati ad ala di moscerino (volendo citare il Lunari). Ma il pubblico, timido, è attento, e puntuale si sveglia rumoroso al solito punto della commedia quando, superati i preamboli la storia scivola nella sua comicità più intensa, e da lì non ci lascerà più fino all’ultima chiusura di sipario.

Si smonta stanchi e provati da una commedia di cui non ricordavamo lunghezza e impegno fisico. Ma felici di averla ritrovata ancora viva e fresca e di averla riproposta, come spesso accade dopo lunghe pause, con sfumature ed intenzioni nuove, forse più curate e sicuramente più naturali e meno meccaniche.

E mentre i piedi delle donzelle, nessuno escluso, urlano di insana pianta fino al delirio di imporre un nuovo e vibrante nome al gruppo, si pensa al bis di domani : stessa agenzia, altro teatro.

Castellanza - 22 novembre 2014

Trasferta dal sapore casalingo. Perché abbiamo già calcato più volte questo palcoscenico. E perché qui ha messo radici, d’arte e di vita, il dottor Mortimere.

Castellanza. Teatro di via Dante. Spazio che non sappiamo se abbia imposto o subito il nome della via. Incuranti dell’etimologia del luogo, apprezzando la temperatura mite all’esterno e africana all’interno, dividiamo le nostre energie tra l’arredamento del palcoscenico e la preoccupazione per i desaparecidos Leslie e caposala Flint, che immaginiamo in una artistica fuga d’amore ravvivata da confetti al Letargil.

Scoperto solo tecnico, e non romantico, il ritardo della coppia mai nata, bloccata da un incidente per fortuna di terzi, i problemi maggiori ce li impone la scenografia, dove trova applicazione la nuova teoria spazio-temporale : “Palco stretto ma profondo è fonte di incolmabili buchi neri”. Qui tutti gli attori saranno inghiottiti e ammassati dietro la parete di fondo dove lo spazio risulterà troppo compresso.

Saniamo alla meglio un cono d’ombra proprio nel centro della scena e prima dello scoccar dell’ora di cena siamo già al trotto verso “Il tagliere del re”, che molti consigliano essere un ottimo posto per cenare. Il locale è vuoto, anche perché ancora chiuso. Ma le prenotazioni lo riempiono, almeno sulla carta, e nonostante le nostre promesse di una cena da record dell’ora, non riusciamo ad andare oltre un gentile ma deciso rifiuto. Piano B. Il trotto muta in galoppo, maggiore è la distanza, e puntiamo verso la più sofisticata “Locanda Settembrini”, che ci accoglie con sostenuta disponibilità ad un tavolo destinato ad altri che la nostra fretta, promesso, consegnerà per tempo ai legittimi proprietari. La comanda trasforma la sostenuta disponibilità in malcelata impazienza che domiamo con garbata fermezza vincendo un duello che mette al giusto posto, senza infierire, cliente e cameriere. Allo sconfitto l’onore delle armi : pizza e cucina, per chi ha ceduto all’odor di fungo che riempiva il locale, sono stati decisamente all’altezza.

Senza troppe chiacchiere guadagniamo i sotterranei del teatro ed entriamo nei panni dei nostri personaggi.

La sala si anima a fatica con un aspettato colpo di coda prima dell’apertura del sipario che ci regalerà, al termine dello spettacolo, un discreto colpo d’occhio, al di sopra della media aspettativa (parole dell’organizzazione). E tra sipario e colpo d’occhio finale… il nostro spettacolo. Perfetto per ritmo e tempi scenici. “Forse il migliore” ha osato il regista nascosto tra il pubblico. Meno rigoroso il rispetto del testo : “Parole in libertà” rende bene l’idea. Ma senza sconvolgere il senso della frase e quindi senza colpo ferire all’ignaro spettatore che, inedito, assisterà al travestimento delle caposala in guardaroba (lavanderia momentaneamente out of order).

Il vero protagonista della serata, l’uomo in più, è stato però il pubblico. Che ci ha sostenuto dall’inizio alla fine. Entrando sin da subito nei meccanismi a volte assurdi del testo e sostenendoci con sincere risate, applausi ed apprezzamenti che abbiamo subito trasformato in energia e presenza scenica. E quando uno spettacolo prende questa piega, alla fine, chi si è più divertito, sarà l’attore.

Alla chetichella riportiamo a casa scenografia e soddisfazioni. Che si faranno compagnia per cinque mesi prima di rivedere la luce di una prossima replica, già incisa a fine stagione.

Ora spazio a una nuova scommessa… LA SCOMMESSA.

San Donato Milanese - 13 novembre 2014

Infrasettimanale. E con un palcoscenico da arredare nudo e crudo. Anche di tecnica. Doppia fatica. Metà braccia e metà tempo a disposizione. Partenza in salita. Dalla nostra il tempo, che ha deciso di squarciarsi in un azzurro che stavamo dimenticando, e il rinforzo di un tecnico doc che, oltre al ritmo, rinfranca spirito e speranze. Il buonumore latente esplode quando Leslie, ancora, sempre lui, riesce a trasformare, senza avvisare la proprietà, i nomi di tutti i teatri della provincia, declinando tutti i metalli preziosi per arrivare infine allo “splendor”.

Si carica a tappe. Sale ordinata la scenografia. Sale sparpagliata la tecnica. Che recuperiamo in teatro e che deve farsi largo a sbracciate per trovare un posto nel troppo poco spazio lasciatogli.

Dribbliamo il traffico caotico di sera e tangenziale con un cielo che, fatto il suo dovere, può spegnersi in un rosso fuoco striato di qualche ricordo di nube. E arriviamo in 30 minuti netti tra le braccia amiche di ASSIA, l’associazione che da oltre 40 anni assiste i diversamente abili e a cui oggi offriamo lo spettacolo a sostegno della loro opera.

La gratitudine che ci rivolgono a priori prende forma di sorrisi, chiacchiere e braccia messe a disposizione della causa. Gesti che trasformano subito in amicizia una conoscenza finora solo virtuale.

Ci dividiamo in due squadre secondo competenza : una a montare la scenografia, l’altra la tecnica. E a ritmo serrato trasformiamo una landa desolata in una rigogliosa foresta teatrale fatta di luci suoni e colori. Pronta per essere colonizzata.

Con l’arrivo degli ultimi attori che hanno bivaccato in autostrada ostaggio di un intempestivo incidente, contro ogni più rosea previsione riusciamo anche a permetterci un frugale pranzo a base di monotoni tramezzini, che impiegano ore a percorrere il breve tragitto imposto dall’esofago. E che proviamo a sturare con un caffè a due passi dal teatro che sa di antico per modi, odori e arredi di un locale dove il tempo sembra essersi fermato. Almeno a 40 anni fa.

Rientriamo in sala con il primo pubblico e con la strana sensazione che tutto sia successo così in fretta da non avere ancora metabolizzato il montaggio che subito si deve andare in scena. Lusso che solo gli amatoriali si possono concedere.

Maschi e femmine si dividono i due micro camerini cercando di non trasformare il cambio d’abito in una lotta greco romana con il vicinissimo di sedia. Ma confortati da un brusio sempre più intenso e pieno che ci racconta, oltre la quarta parete, il costante afflusso di pubblico.

Trucco veloce, più per impegno preso che per necessità, e siamo pronti a sorbirci il discorso introduttivo che dura oltre misura e che il nostro tecnico, ancora immobilizzato e alla costante ricerca di ruoli alternativi, improvvisandosi ora ministro delle finanze, decide di tassare. A tempo.

E poi, pronti. Partenza. Via.

Siamo tutti stanchi ma lo spettacolo decolla bene. E tiene un ritmo che dimentica fatica ed energie spese. Sorretto da un pubblico che, quasi lo sapesse, non lesina risate e divertiti brusii. Incespichiamo qui e la. Ma caduta e ripresa sono quasi impercettibili. Anche quando scatta un odio viscerale per la moglie del protagonista senza il motivo dimenticato dietro le quinte o quando si affibbia un sergente di polizia al cugino sbagliato.

Alla fine siamo felici di aver divertito una sala quasi piena. E questo è il successo maggiore : l’aver portato tanta gente a sostenere una iniziativa così importante. Noi, in fondo, siamo stati solo il mezzo.

A tempo di record e a ritmi serrati facciamo fare a scene e tecnica il percorso inverso. Troveranno dimora temporanea tra le mura amiche del nostro teatro, quasi a ricaricarsi dopo tanto esilio in un anonimo box di periferia. Almeno fino alla prossima replica.

Laveno Mombello - 18 ottobre 2014

Archiviato il disastro di pioggia e companatico della scorsa settimana, questa replica inizia sotto il sole, caldo e asciutto, dei migliori auspici.

Seguiamo le precise indicazioni di viabilità e itinerario suggerite dai lacustri e arriviamo veloci a destinazione. Quasi tutti. Il furgone, spirito da esploratore, batte nuove piste confermando l’anima romantica del moderno avventuriero turistico. E saranno gli unici ad avvistare il placido azzurro del lago. Quando compare all’orizzonte, ci scrolliamo di dosso il muschio che l’attesa ha concimato sul lato umido della compagnia, e ci prepariamo a scoprire una scenografia che ha retto bene le secchiate di sette giorni addietro. Pagheranno pegno solo i pacchi di Natale, che, passati a miglior vita, riprenderanno nuova forma e nuova veste per mano femminina, durate l’incedere costante e deciso dei pannelli sulla scena.

L’acceso è quello comodo delle migliori tradizioni : da retro palco. Solo una agevole ed ampia scalinata separa il camion dallo spettacolo, cancellando anche questa parte dei recenti ricordi.

Le dimensioni del palco sono quelle ottimali per scena e messa in scena. E al termine dei lavori rimiriamo un ambiente quasi reale, sicuramente realistico. Solo un po’ troppo di destra. Veloce ritocco più logistico che politico che ci costringe ad una revisione ferro-tecnica della porta che lascia sul tappeto qualche vite. Ma il tempo c’è. Per smaltare unghie, parare tre rigori, ballare con manichini senza testa, apprezzare spazi e divani dietro le abbondanti quinte, gustarci il ridotto “Uno sull’altalena”, e scoprire un gruppo ormai di amici, puntuale, attento e molto attivo nell’organizzazione di eventi, tra cui svetta il palio delle frazioni, combattuto a suon di teatro scandito dai sette minuti di una artigianale e scenografica clessidra al miglio, qui destinato alla misura del tempo e non dello spazio.

Arrivano le pizze che gli amici di Laveno hanno voluto offrirci intorno ad un tavolo di proporzioni medioevali. Un enorme quadrato perfetto che si è subito riempito di voci e morsi che hanno ridotto al lumicino un continuo incedere di pizze fatte a pezzi prima di finire nel pozzo (per alcuni senza fondo) della nostra fame. Ottima. Per sapore e croccantezza. A detta di tutti.

E quando già il pensiero si fonde con l’aroma del caffè, ecco uscire dalla cucina una serie infinita di semifreddi, eguagliando la velocità di produzione della vicina azienda che ne sforna 700 al minuto. Riusciamo a farne incetta come nemmeno Attila poté. Al caffè, all’unanimità, facciamo entrare accoglienza e simpatia di Laveno nella top ten dell’ospitalità misurata nelle nostre trasferte.

Sazi ma soprattutto appagati ci ricordiamo del nostro dovere. E iniziamo la discesa verso lo spettacolo. Che inizia puntuale e che troviamo impreziosito da un azzurro cielo che fari colorati posizionati ad hoc dietro le scene, rendono cinematografico il quinto piano che appare all’apertura delle tende della finestra.

Lo spettacolo è meno attento del debutto di stagione. Soprattutto nel secondo atto luoghi e nomi si mischiano in scena, ma gli ingressi saranno tutti presenti e puntuali all’appello. Ci divertiamo, e il pubblico con noi. Accompagnandoci con risate, brusii e commenti divertiti per tutto lo spettacolo. Senza soste. E i meritati applausi vengono condivisi con tecnico, ancora relegato ad attività ludiche, con il nostro regista, Angelo per una sera.

E’ quasi un piacere anche la rimessa in sicurezza sul camion della scenografia. Non fa freddo e l’unica umidità è quella stagionale che viene dal basso. E l’accento finale segnato dall’ultimo vassoio di paste rende più leggera la stanchezza e suggella un sicuro arrivederci.

E come dicono Rosemary e Hubert : “Dio dà e Dio toglie”. Sette giorni fa ha tolto. Oggi ha dato.

Rescaldina - 11 ottobre 2014

Via la polvere di una estate fredda e piovosa e la scenografia torna a vedere la luce per la trasferta di Rescaldina che apre la nostra nuova stagione teatrale. Arriviamo in perfetto orario, schivando nuvole gonfie di pioggia che ci graziano e permettono di scaricare senza particolari disagi, tutti concentrati (i disagi) nel secondo piano che ospita l’auditorium subappaltato al nostro spettacolo e che ci costringe a funamboliche gincane per portare tutta la scenografia sul modesto palcoscenico. Le sue dimensioni ridotte limitano la fatica a pochi pezzi, anche se i più ingombranti. Ma il clima è alto, leggero e i consueti gesti, parcheggiati per una estate, tornano a vivere accompagnati da incontrollato umorismo. Amplificato dal nostro tecnico che un’ernia ha relegato a ruolo di ‘Mago Chirurgo’.

Con noi anche la fotocopia (più giovane, bella e tricologicamente fornita) di Leslie.

Il palco si apparecchia veloce. Con calma superiamo le difficoltà di una scena con rinnovati ingressi che, all’occorrenza, invertiamo. Ci gustiamo, a bocca aperta, l’unico mirabolante inspiegabile misterioso numero del nostro Mago Chirurgo che fa sparire l’esplosiva infermiera Tate dietro i nuovi e colorati roll-up promozionali, altra novità di questa nuova stagione.

Poi, in anticipo rispetto al solito, con una scorta di minuti in più, ci dirigiamo verso la pizzeria per il pasto. Da dimenticare. E’ solo facendo un immane sforzo di memoria che posso annoverare le pizze farcite a caso con gli ingredienti rimasti in cucina (da quanto tempo?) e che vengono spacciati per gli originali. Ed è così che tonni spariscono e roastbeef si tramutano in bresaole, il tutto con un impeccabile servizio ‘al lancio’ che neanche il caffè (sostantivo mai così lontano all’originale), che ha rischiato di essere servito tra un boccone di pizza e l’altro, ha saputo rimediare. Uscendo lasciamo il locale vuoto, così come deserto lo avevamo trovato, senza stupore e con la certezza che, nonostante il promozionale invito della gestione, avremmo chirurgicamente rimosso dalle nostre esperienze. Per la cronaca (e la quarantena) di nome fa “L’antico Faro”. L’indirizzo si vergogna e non ha dato il consenso ad essere citato.

Consumiamo le ultime battute sul pasto rientrando in teatro.

Ci dividiamo negli angusti antri oscuri adibiti a camerino e siamo pronti per il debutto, osservando una sala che si riempie pigramente, orfana di numerosi comunicandi e affini. Alla simbolica apertura del sipario il colpo d’occhio non è però male e dopo che l’organizzazione ha attribuito a più riprese il prossimo spettacolo di Neil Simon a Ray Cooney (che ringrazia per i diritti acquisiti) suona il gong del nuovo round.

Tutto scivola, riflesso in diretta dalla vetrata fronte palco, piacevole e veloce, cavalcando un ritmo cadenzato e senza eccessi, dove ogni personaggio, complice forse la pausa estiva, è stato messo in scena in modo meno ‘meccanico’ e con più attenzione alle sfumature della caratterizzazione. Sul tabellino di gara finiranno un ingresso di Bonney preso per i capelli, un sms echeggiato dai camerini per tutta la scena e le molte, moltissime risate di un pubblico che ha dato davvero tanto calore al nostro ritorno in scena.

Calore bruscamente annegato dalle secchiate d’acqua che un cielo ormai al limite della continenza ha deciso di riversare a più riprese sulla scenografia che troppo lentamente sale sul camion. Fradici, noi e arredi, battezziamo il debutto con qualche incertezza sui danni dell’acqua che solo a distanza di qualche giorno potremo valutare. Ma se spettacolo bagnato è spettacolo fortunato, possiamo almeno vantare la magra consolazione della speranza di fortune future.

Milano, Teatro Nuovo - 19 maggio 2014

Qualche ora. Giusto il tempo per riprendere possesso delle nostre vite ed eccoci nuovamente nei panni dei nostri personaggi. Per l’ultima apparizione della stagione. Ad accoglierci quello che abbiamo sempre definito “il prestigioso palcoscenico del Teatro Nuovo di Milano”, che ormai ben conosciamo e che se brilla per cartellone e posizione, meno sfarzosi sono arredi e ambienti, legati forse troppo alla Milano da bere di qualche decennio fa.

Ritrovo al solito posto. Per caricare un furgone preso a nolo per il solo tratto di andata. Ad attenderci la folla. Non di fans e ammiratori, sicuramente di forma, ma di forza lavoro, decisamente di sostanza. Mezzo CineTeatro Don Bosco si è mobilitato per l’evento e per rendere meno gravoso il prima e il dopo spettacolo. Si carica il camion in un batter d’occhio e al successivo tutta la scenografia è scaricata ai piedi del Nuovo.

E mentre la Milano multietnica e multicolor cammina di fretta tra le vie del centro più ad ostentare che a fare, in un batter di ciglia la scenografia prende forma sul palcoscenico che abbiamo misurato tante volte. E a ben vedere, verbo che rimbalza a fagiolo, le ciglia potevano anche fare a meno di riaprirsi visto che buona parte del montaggio viene fatta in braille : apriamo l’edizione 2014 del Festival del Teatro Amatoriale e con noi, sul palcoscenico, uno stuolo di operai a montare la tecnica che sarà a supporto di tutti gli spettacoli in cartellone. Lasciandoci spesso la buio ma con il privilegio di portare a casa un puntamento luci ad hoc.

E allo storico tecnico del gruppo, ora visagista delle dive, che arriva a metà pomeriggio e trova scena e tecnica montata, non resta che fare una veloce verifica del tutto, imposta più dal dovere del ruolo che non dalla necessità. Paghiamo l’errore con il lento e costante ritmato richiamo alla cena da parte del neo disoccupato, che cerchiamo di coprire con corsi di mazurka francese e, per i più latini, di zumba, senza tralasciare momenti di relax con lo stretching già collaudato a Busto Arsizio.

I meno attivi allenano l’indice scattando un infinito numero di foto mentre prendiamo possesso dei nostri camerini con il pudore dell’amatore di non concederci il lusso di un locale a testa.

Con dieci minuti di anticipo apriamo il self service del centro che ospiterà la nostra cena. Diamo l’idea di un gruppo vacanze con guida turistica al seguito che, accollandosi il costo complessivo del pasto e rinforzando l’apparenza gitaiola, si vedrà offerta la cena dal ristoratore quasi a conforto della dura gestione organizzativa (questo almeno il concetto che urlano gli occhi del cassiere alle parole “no, no… il suo è offerto!”)

Torniamo in teatro spinti da un aria che si è fatta più frizzante. Siamo accolti da mamma Rai, nella versione Gulp, che, accordi rimossi e ora riemersi, registrerà un simpatico dietro le quinte e qualche minuto dello spettacolo, per presentare sui canali nazionali il teatro ai ragazzi più piccoli. A turno, un po’ imbarazzati ma divertiti, sotto i riflettori di una telecamera inusuali per un teatrante, raccontiamo dello spettacolo e della nostra esperienza attorale. E anche il nostro visagista delle dive, famoso per essere allergico agli obbiettivi, si concede ai riflettori entrando di diritto negli archivi RAI come truccatore. E se lo dice la TV allora deve essere vero!

Salutiamo simpaticamente in diretta le telecamere e in differita il pubblico che ci vedrà sul piccolo schermo. E senza troppi preamboli siamo in scena, di fronte a un pubblico non troppo numeroso, ma che immaginavamo ancora più sparuto, con gli ultimi ritardatari che ancora stanno prendendo posto.

Un pubblico a bassa densità abitativa, rapportato ai metri quadri della sala, ma ad alto contenuto energetico che segna un nuovo record per questo nostro spettacolo di risate ed interruzioni da applauso che non possono, per frequenza e momento, essere stati tutti suggeriti dalla famigliare claque imposta dall’evento.

Lo spettacolo parte con un incespicata iniziale del protagonista che non cade e si rialza mitigando il salto di riga nell’unica frase che deve leggere con la difficoltà della preparazione del discorso ospedaliero che il personaggio, per natura, dovrebbe avere. E prosegue con cadenzato passo e ritmo da maratoneta, portando al traguardo una più che dignitosa messa in scena, che è riuscita a vincere anche la maggior tensione dei debuttanti Rosemary e Sergente, a cui questa replica è stata dedicata.

Caloroso saluto nel foyer alla parte di pubblico legata per amicizia o sangue agli attori dove, agli apprezzamenti di parte si aggiungono quelli dell’organizzazione. In cuor nostro speriamo anche quelli della giuria che, per deontologia, devono restare segreti.

La dea Kalì che ha allietato trasporto e montaggio, rende quasi piacevole anche la fase inversa e la scenografia emerge senza compensazione in superficie.

Quando anche il penultimo accessorio è sul camion (l’ultimo resterà nei camerini e sarà trasportato in altro modo) tiriamo il fiato e godiamo dell’adrenalina che ancora galoppa festeggiando degnamente Sergente, quello oggi a riposo, e Hubert, nel suo bis di tirata d’orecchi.

Con questo spettacolo si chiude il sipario della nostra stagione. Ma restano ancora due code.

Una televisiva : venerdì 30 maggio alle ore 13.45, con replica il giorno dopo alle 16.45, su RaiGulp, dove sarà trasmesso il servizio sul nostro spettacolo all’interno del programma “Gulp Cinema e Teatro”.

E una teatrale, quando il 15 giugno scatterà la premiazione di questo Festival.

Ma poi saremo davvero in vacanza?

Busto Arsizio, Teatro S.Anna - 17 maggio 2014

Si volge alla fine della stagione. La nostra stagione. Penultimo spettacolo quello di oggi, in un defilato teatro della periferia di Busto Arsizio che ha già ospitato il nostro RUMORS due stagioni fa.

Lo spirito è quello di una prova generale più che di uno spettacolo davanti al pubblico pagante, in vista del debutto al Festival del Teatro amatoriale al Nuovo di Milano ormai dietro il prossimo angolo. E il pensiero e le parole sono già al capoluogo mentre velocemente svuotiamo il camion e riempiamo il palcoscenico agevolati da breve rampa di scale che, rettifilo, ci porta dritto dritto sulle assi del palcoscenico.

Fuori il sole. Con il suo luminoso, avvolgente, profumato e morbido caldo abbraccio.

Dentro il buio. Con la sua tetra, pungente, odorosa e spigolosa umida morsa.

Ma vaccinati al San Domingo, quasi non ne sentiamo i sintomi e luci ed ombre si mischiano in un veloce sali e scendi di uomini e pannelli.

Intermezzo clerical-ludico con il parroco del luogo che riconosce nel nostro spettacolo un testo già andato in scena su questo palco la scorsa stagione, e suona come beffa e complimento insieme, e a cui chiediamo il laico piacere di soprassedere al solito sermone della prefestiva visto che il nostro tecnico, che oltre ai palchi ama battezzare anche i pulpiti del nostro tour, non può rallentare il tabellino di marcia per il vezzo di una omelia che precederà, oltre alla divina ultima, anche la nostra più umile e popolare cena. Per la cronaca la richiesta non sarà esaudita senza comunque significative ripercussioni sul time table.

Mentre si monta, oltre alle mani, a muoversi freneticamente è anche la bocca, festeggiando alla maniera adolescenziale con gommose sconsigliate da qualsiasi dentista, il nostro Hubert che, superato il mezzo secolo, non ne vuol sapere di ammettere e, diamone atto, mostrare la propria età. Rimandando i festeggiamenti, quelli veri, a lunedì sera, quando anche il sergente, cogiorneo ma non coanneo, vorrà dire la sua in fatto di anni e anniversari.

Tutto è pronto e quasi increduli il sole splende ancora alto. A